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brand activation PARAMOUNT

Progettazione dell'Esperienza di Marca e
Consolidamento del Posizionamento Globale

Il progetto è stato sviluppato per uno dei principali gruppi internazionali dell’entertainment, con l’obiettivo di supportare la comunicazione e l’attivazione del brand in occasione di specifiche uscite e property cinematografiche. L’intervento ha riguardato la progettazione di contenuti e attività di comunicazione coerenti con l’identità del brand e con le dinamiche del settore media & entertainment.

Comunicazione e attivazione del brand nel settore entertainment

I brand globali del settore entertainment e media operano in contesti competitivi, caratterizzati da cicli di attenzione rapidi, frammentazione dei canali e una continua pressione sulla rilevanza dei contenuti. In questo scenario, la capacità di tradurre il posizionamento di marca in attivazioni legate a specifiche property, uscite e momenti di visibilità diventa un fattore chiave per emergere.

Le principali sfide riguardano:
– distinguere il brand all’interno di un ecosistema mediatico saturo
– garantire coerenza tra identità, contenuti e attivazioni legate alle property
– adattare la comunicazione a diversi mercati e audience
– supportare il valore del brand in occasione di lanci, uscite e campagne

In questo contesto, i progetti di comunicazione e brand activation consentono di rendere il posizionamento del brand tangibile attraverso contenuti e attivazioni sviluppati in relazione a specifiche property cinematografiche e iniziative di comunicazione.

Caso studio: Progetto di brand activation in ambito entertainment

Di seguito viene approfondita l’applicazione concreta di un progetto di brand activation e posizionamento nel settore entertainment, attraverso un caso studio sviluppato per [Paramount Pictures]

PARAMOUNT PICTURES - SCREAM 7

©2025

Il Posizionamento Strategico di Scream 7 nel panorama globale dell’horror contemporaneo

Per Paramount Pictures, Scream non rappresenta semplicemente un franchise cinematografico, ma un asset culturale transgenerazionale, fondato su un linguaggio iconico, un immaginario riconoscibile e una relazione storica con il pubblico. Con Scream 7, la sfida non era produrre visibilità, ma riattivare il capitale simbolico della saga, restituendo centralità a Ghostface come figura culturale e non solo narrativa.

Prima del nostro intervento, il franchise godeva già di una fanbase globale e di una forte riconoscibilità. Tuttavia, il contesto contemporaneo richiedeva un cambio di paradigma: superare la comunicazione promozionale tradizionale per costruire un sistema di attivazioni capace di fondere cinema, spazio urbano, digitale e quotidianità, trasformando l’attesa del film in un’esperienza diffusa e condivisa.

Il nostro intervento si è inserito con l’obiettivo di allineare linguaggio, canali e ritualità del brand, preservando l’eredità storica della saga e amplificandone la rilevanza culturale.

UNA VISIONE INTEGRATA TRA CINEMA, CULTURA POP E REALTÀ

/01

Il progetto Scream 7 nasce da una visione chiara: riportare la paura sulla scena, non come semplice contenuto narrativo, ma come esperienza reale, tangibile e quotidiana. L’horror non resta confinato allo schermo, ma entra negli spazi urbani, nei dispositivi personali e nelle interazioni sociali, trasformando il pubblico da spettatore a protagonista.

Bliss ha operato come partner strategico di Paramount Pictures, in una logica di Strategic Entertainment Advisory, con l’obiettivo di costruire una piattaforma esperienziale coerente con il DNA della saga. L’obiettivo non era lanciare un film, ma governare un posizionamento: rendere Ghostface una presenza viva, riconoscibile e disturbante, capace di abitare il reale senza tradire l’identità del brand.

L’approccio metodologico

/02

[ GOVERNANCE DELL’ATTENZIONE IN UN ECOSISTEMA MEDIATICO SATURO ]

L’intervento è stato impostato secondo una logica knowledge-intensive, in cui la creatività è stata trattata come leva strategica e non come fine estetico. La complessità del progetto non risiedeva nella quantità di attivazioni, ma nella necessità di governare l’attenzione in un contesto iper-competitivo, mantenendo coerenza, mistero e tensione narrativa.
 
Bliss ha operato come Strategy & Experience Advisor, lavorando su tre dimensioni integrate:
•architettura concettuale e definizione dei confini simbolici del franchise
•governance operativa e coordinamento dei flussi tra digitale, OOH, cinema e PR
•progettazione di esperienze immersive one-to-one e one-to-many
 
Il coordinamento tra Digital Experience Design, OOH Strategy, Social & Community Governance ed Entertainment Activation ha garantito un sistema coerente, capace di moltiplicare i touchpoint senza frammentare l’identità del brand.

Identità di progetto

/03

[ LINGUAGGIO, ICONOGRAFIA E CODICI DELLA PAURA ]

Un elemento centrale del progetto è stato il presidio rigoroso del linguaggio visivo e narrativo. Ogni attivazione è stata concepita come parte di un unico Identity System della paura: minimalismo, sottrazione informativa, tensione e attesa.
 
Ghostface, il coltello, il telefono, il silenzio prima dell’urlo sono stati trattati come asset strategici, declinati in modo coerente su:
•installazioni urbane
•piattaforme digitali e mobile experience
•contenuti VFX e realtà aumentata
•ambienti e rituali cinematografici
 
Il risultato è un linguaggio riconoscibile e scalabile, capace di adattarsi a contesti differenti mantenendo integrità e intensità.

UN MODELLO OPERATIVO INTEGRATO

/04

[ DALLA STRATEGIA ALLA MESSA A TERRA DELL’ESPERIENZA ]

L’attività si è articolata in un modello operativo integrato, concepito come un unico sistema di entertainment transformation:
•Digital Stunts: esperienze one-to-one come le chiamate di Ghostface, app vocali e quiz interattivi
•OOH Esperienziale: installazioni monumentali, ledwall, billboard statici e interattivi
•Cinema Experience: merchandising esclusivo, installazioni performative e attivazioni in sala
•Original Activations & PR: interventi diretti su stampa, delivery, lavoro notturno e red carpet
 
Ogni attivazione è stata progettata come autosufficiente ma interconnessa, contribuendo a un racconto unitario e diffuso.

DIGITAL & EXPERIENCE HUB

/05

[ INTERACTIVE EXPERIENCE ARCHITECTURE ]

Le piattaforme digitali hanno operato come hub di accesso alle esperienze. QR code, landing dedicate e call-to-action fisiche e digitali hanno trasformato la fruizione in interazione diretta.

L’esperienza digitale non ha svolto una funzione informativa, ma esperienziale: generare tensione, coinvolgimento e senso di minaccia controllata, coerente con il linguaggio narrativo del film.

SOCIAL & COMMUNITY GOVERNANCE

/06

[ COSTRUZIONE DELLA CONVERSAZIONE CULTURALE ]

La gestione dei canali social è stata impostata come spazio di validazione culturale. Il racconto ha alternato tensione e ironia controllata, in linea con la tradizione meta-narrativa di Scream.
 
La governance ha incluso:
•formati ricorrenti per sostenere continuità e riconoscibilità
•contenuti ad alta memorabilità visiva
•attivazioni progettate per UGC e condivisione organica
•monitoraggio continuo della qualità dell’engagement

STRATEGIA DI AMPLIFICAZIONE E COPERTURA

/07

[ VISIBILITÀ, SCALABILITÀ, IMPATTO URBANO ]

Le attività OOH e digital hanno permesso una copertura estesa del territorio nazionale e internazionale, trasformando le città in veri e propri palcoscenici narrativi. Le installazioni e i contenuti VFX hanno generato un effetto di realtà alterata, stimolando conversazioni, condivisioni e attenzione mediatica organica.

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PARAMOUNT PICTURES - SCREAM 7

©2025

Il Posizionamento Strategico di Scream 7 nel panorama globale dell’horror contemporaneo

Per Paramount Pictures, Scream non rappresenta semplicemente un franchise cinematografico, ma un asset culturale transgenerazionale, fondato su un linguaggio iconico, un immaginario riconoscibile e una relazione storica con il pubblico. Con Scream 7, la sfida non era produrre visibilità, ma riattivare il capitale simbolico della saga, restituendo centralità a Ghostface come figura culturale e non solo narrativa.

Prima del nostro intervento, il franchise godeva già di una fanbase globale e di una forte riconoscibilità. Tuttavia, il contesto contemporaneo richiedeva un cambio di paradigma: superare la comunicazione promozionale tradizionale per costruire un sistema di attivazioni capace di fondere cinema, spazio urbano, digitale e quotidianità, trasformando l’attesa del film in un’esperienza diffusa e condivisa.

Il nostro intervento si è inserito con l’obiettivo di allineare linguaggio, canali e ritualità del brand, preservando l’eredità storica della saga e amplificandone la rilevanza culturale.

UNA VISIONE INTEGRATA TRA CINEMA, CULTURA POP E REALTÀ

/01

Il progetto Scream 7 nasce da una visione chiara: riportare la paura sulla scena, non come semplice contenuto narrativo, ma come esperienza reale, tangibile e quotidiana. L’horror non resta confinato allo schermo, ma entra negli spazi urbani, nei dispositivi personali e nelle interazioni sociali, trasformando il pubblico da spettatore a protagonista.

Bliss ha operato come partner strategico di Paramount Pictures, in una logica di Strategic Entertainment Advisory, con l’obiettivo di costruire una piattaforma esperienziale coerente con il DNA della saga. L’obiettivo non era lanciare un film, ma governare un posizionamento: rendere Ghostface una presenza viva, riconoscibile e disturbante, capace di abitare il reale senza tradire l’identità del brand.

L’approccio metodologico

/02

[ GOVERNANCE DELL’ATTENZIONE IN UN ECOSISTEMA MEDIATICO SATURO ]

L’intervento è stato impostato secondo una logica knowledge-intensive, in cui la creatività è stata trattata come leva strategica e non come fine estetico. La complessità del progetto non risiedeva nella quantità di attivazioni, ma nella necessità di governare l’attenzione in un contesto iper-competitivo, mantenendo coerenza, mistero e tensione narrativa.
 
Bliss ha operato come Strategy & Experience Advisor, lavorando su tre dimensioni integrate:
•architettura concettuale e definizione dei confini simbolici del franchise
•governance operativa e coordinamento dei flussi tra digitale, OOH, cinema e PR
•progettazione di esperienze immersive one-to-one e one-to-many
 
Il coordinamento tra Digital Experience Design, OOH Strategy, Social & Community Governance ed Entertainment Activation ha garantito un sistema coerente, capace di moltiplicare i touchpoint senza frammentare l’identità del brand.

Identità di progetto

/03

[ LINGUAGGIO, ICONOGRAFIA E CODICI DELLA PAURA ]

Un elemento centrale del progetto è stato il presidio rigoroso del linguaggio visivo e narrativo. Ogni attivazione è stata concepita come parte di un unico Identity System della paura: minimalismo, sottrazione informativa, tensione e attesa.
 
Ghostface, il coltello, il telefono, il silenzio prima dell’urlo sono stati trattati come asset strategici, declinati in modo coerente su:
•installazioni urbane
•piattaforme digitali e mobile experience
•contenuti VFX e realtà aumentata
•ambienti e rituali cinematografici
 
Il risultato è un linguaggio riconoscibile e scalabile, capace di adattarsi a contesti differenti mantenendo integrità e intensità.

UN MODELLO OPERATIVO INTEGRATO

/04

[ DALLA STRATEGIA ALLA MESSA A TERRA DELL’ESPERIENZA ]

L’attività si è articolata in un modello operativo integrato, concepito come un unico sistema di entertainment transformation:
•Digital Stunts: esperienze one-to-one come le chiamate di Ghostface, app vocali e quiz interattivi
•OOH Esperienziale: installazioni monumentali, ledwall, billboard statici e interattivi
•Cinema Experience: merchandising esclusivo, installazioni performative e attivazioni in sala
•Original Activations & PR: interventi diretti su stampa, delivery, lavoro notturno e red carpet
 
Ogni attivazione è stata progettata come autosufficiente ma interconnessa, contribuendo a un racconto unitario e diffuso.

DIGITAL & EXPERIENCE HUB

/05

[ INTERACTIVE EXPERIENCE ARCHITECTURE ]

Le piattaforme digitali hanno operato come hub di accesso alle esperienze. QR code, landing dedicate e call-to-action fisiche e digitali hanno trasformato la fruizione in interazione diretta.

L’esperienza digitale non ha svolto una funzione informativa, ma esperienziale: generare tensione, coinvolgimento e senso di minaccia controllata, coerente con il linguaggio narrativo del film.

SOCIAL & COMMUNITY GOVERNANCE

/06

[ COSTRUZIONE DELLA CONVERSAZIONE CULTURALE ]

La gestione dei canali social è stata impostata come spazio di validazione culturale. Il racconto ha alternato tensione e ironia controllata, in linea con la tradizione meta-narrativa di Scream.
 
La governance ha incluso:
•formati ricorrenti per sostenere continuità e riconoscibilità
•contenuti ad alta memorabilità visiva
•attivazioni progettate per UGC e condivisione organica
•monitoraggio continuo della qualità dell’engagement

STRATEGIA DI AMPLIFICAZIONE E COPERTURA

/07

[ VISIBILITÀ, SCALABILITÀ, IMPATTO URBANO ]

Le attività OOH e digital hanno permesso una copertura estesa del territorio nazionale e internazionale, trasformando le città in veri e propri palcoscenici narrativi. Le installazioni e i contenuti VFX hanno generato un effetto di realtà alterata, stimolando conversazioni, condivisioni e attenzione mediatica organica.

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