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Economia e Finanza

Anthropic contro OpenAI: la corsa all’IPO si è già separata

A giugno le due aziende hanno depositato i documenti per una possibile quotazione a una settimana di distanza. A settembre OpenAI ha escluso il 2026, mentre Anthropic continua a preparare il debutto e avrebbe scelto il Nasdaq. Il confronto ora riguarda qualità dei ricavi, capitale, governance e rischio politico.

Per qualche settimana sembrava una gara lineare: Anthropic contro OpenAI, due S-1 depositati a giugno, due aziende private vicine al trilione di dollari e la stessa domanda per Wall Street: chi arriverà prima?

A metà settembre la gara ha già cambiato forma, però.
Sam Altman ha escluso una quotazione di OpenAI nel 2026, indicando le questioni di sicurezza e allineamento come priorità. Anthropic, nello stesso fine settimana, ha continuato a muoversi verso il mercato pubblico: Reuters ha riportato che la società avrebbe scelto il Nasdaq per il possibile debutto.

Per Anthropic il passaggio arriva dopo mesi in cui crescita finanziaria, accesso al capitale e scontro con il Pentagono sono diventati parti dello stesso dossier. La questione utile riguarda la storia che il mercato pubblico sarà disposto a prezzare e le condizioni che imporrà a ciascuna azienda.

Analizziamo i due casi ora che Anthropic si prepara al mercato pubblico mentre OpenAI prova a finanziare privatamente la fase che precederà la propria quotazione.

A giugno sembravano partire dallo stesso punto

Anthropic ha depositato in modo riservato il proprio draft S-1 il 1 giugno 2026. OpenAI ha fatto lo stesso l’8 giugno. Entrambe le società hanno chiarito che il deposito offriva flessibilità e che tempi, dimensioni e condizioni dell’offerta dipendevano ancora dal mercato.

La simmetria però finisce qui.
A marzo OpenAI aveva chiuso un round da 122 miliardi di dollari a una valutazione post-money di 852 miliardi. A fine maggio Anthropic aveva raccolto 65 miliardi a una valutazione post-money di 965 miliardi, superando così il rivale sul valore dell’ultimo round privato.

Una differenza che va letta con cautela: una valutazione privata incorpora condizioni del round, diritti degli investitori e aspettative che il mercato pubblico può ricalibrare in poche ore. Resta giusto un segnale evidente della velocità con cui Anthropic è riuscita a trasformare crescita commerciale e narrativa finanziaria in potere di raccolta. Ma al di là questo, tutto è ancora da decidersi.

Dario Amodei, cofondatore e CEO di Anthropic, società di intelligenza artificiale sviluppatrice di Claude.
Dario Amodei, cofondatore e CEO di Anthropic. La crescita commerciale dell’azienda sta trasformando il laboratorio di AI in uno dei candidati più osservati dal mercato dei capitali.

I numeri di Anthropic

A maggio Anthropic dichiarava di avere superato 47 miliardi di dollari di run-rate revenue. Reuters ha poi riportato che il dato annualizzato aveva oltrepassato i 65 miliardi entro la fine di luglio, partendo da circa 9 miliardi alla fine del 2025.

Il termine “run rate” è importante perché annualizza un ritmo recente e va tenuto distinto dai ricavi certificati di dodici mesi. Può amplificare accelerazioni che devono ancora dimostrare di reggere nel tempo. Per un investitore, tuttavia, il salto resta rilevante perché misura la velocità con cui Claude e soprattutto l’adozione enterprise stanno entrando nei budget aziendali.

Sul fronte della redditività il quadro è altrettanto delicato. Il Financial Times ha riportato che Anthropic si aspetta un secondo trimestre consecutivo di risultato operativo rettificato positivo. La metrica esclude componenti importanti, tra cui la stock-based compensation, e va quindi tenuta distinta dall’utile contabile. Il segnale utile è un altro: la società vuole presentarsi al mercato come una piattaforma che sta dimostrando una traiettoria economica credibile prima della quotazione.

Chi sono Anthropic e OpenAI?

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OpenAI e un’altra forma di scala

Ridurre OpenAI al suo fabbisogno di capitale sarebbe un errore di lettura.
La società arriva al confronto con la distribuzione consumer di ChatGPT, un ecosistema developer molto più ampio, relazioni infrastrutturali profonde e una capacità di trasformare un prodotto generalista in piattaforma.

Il round di marzo mostra anche quanto capitale il mercato privato sia ancora disposto a mettere sul tavolo. La scelta di aspettare, però, non significa che OpenAI abbia smesso di preparare il terreno finanziario per la quotazione. Anzi.

Il 15 settembre Reuters, riprendendo il Financial Times, ha riferito che la società ha avuto colloqui preliminari con grandi investitori per un nuovo round privato che potrebbe portarne la valutazione a circa 1,2 trilioni di dollari. Le discussioni sarebbero ancora iniziali e sarebbero state avviate dagli investitori, mentre OpenAI non ha commentato. Tre giorni dopo è emerso un altro numero: secondo il Financial Times, OpenAI prevede circa 278 miliardi di dollari di free cash flow negativo cumulato tra il 2026 e il 2030, mentre continua ad aumentare gli investimenti in compute e infrastruttura.

Restare privata più a lungo, per OpenAI, assume quindi un significato molto chiaro. Conservare libertà di investimento, mentre finanzia una scala industriale che richiede quantità di capitale difficili da confrontare con quelle di una normale software company.

Sam Altman, CEO di OpenAI, durante la fase di crescita dell’azienda prima di una possibile quotazione.
Sam Altman guida OpenAI verso una traiettoria diversa: la società ha scelto di restare privata più a lungo, mantenendo maggiore libertà nella gestione di investimenti, infrastruttura e governance.

Insomma,Anthropic potrebbe essere giudicata prima sui numeri da public company; OpenAI, intanto, guadagna tempo per consolidare infrastruttura, ricavi e governance senza il vincolo immediato del mercato.

La Casa Bianca entra nel prezzo del rischio

Il confronto finanziario si intreccia con Washington in modo insolito. Secondo il Financial Times, OpenAI ha discusso l’ipotesi di attribuire al governo federale una quota del 5% come parte di una più ampia proposta sulla partecipazione pubblica al valore creato dall’AI. La proposta è ancora preliminare e non definisce una struttura societaria già approvata. La distanza tra discussione politica e assetto proprietario effettivo resta sostanziale.

Anthropic ha vissuto la relazione opposta. Il rifiuto di allentare alcune salvaguardie sull’uso dei propri modelli per armi autonome e sorveglianza domestica ha portato allo scontro con il Dipartimento della Guerra e alla designazione come rischio per la supply chain. Il 27 agosto una corte federale ha poi riconosciuto ad Anthropic la vittoria su importanti profili costituzionali e amministrativi, inclusi First Amendment, due process e diversi rilievi ai sensi dell’Administrative Procedure Act.

Per gli investitori la lezione è meno semplice di “vicinanza politica buona” o “indipendenza politica buona”. Contratti pubblici, regolazione, procurement, sicurezza nazionale e struttura proprietaria sono diventati fattori capaci di incidere sul valore. In un’azienda che può valere oltre mille miliardi, la governance smette di essere una nota a piè di pagina.

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Anthropic è in tesa (al momento)

Il calendario continua a muoversi. Il tempo, a passare.
Dopo le indicazioni su un possibile avvio del roadshow a ottobre, il Wall Street Journal ha riportato che Anthropic starebbe ora orientandosi verso una quotazione a novembre, anche per poter mostrare agli investitori i risultati del terzo trimestre. Reuters riferisce intanto che la società potrebbe spingersi fino a dopo le midterm.

La direzione non cambia: salvo ulteriori rinvii, Anthropic dovrebbe affrontare il mercato pubblico prima di OpenAI.

Questo le dà un vantaggio narrativo e un rischio operativo. Chi arriva per primo stabilisce i multipli, le domande e i benchmark con cui verrà letto il settore. Significa anche essere il primo a scoprire quanto gli investitori siano disposti a tollerare capex, dipendenza dai cloud provider, costi di training, pressione regolamentare e ricavi che crescono a ritmi difficili da modellare.

Nasdaq MarketSite a Times Square, possibile mercato di quotazione per Anthropic.
Il Nasdaq MarketSite di Times Square. Per Anthropic una quotazione significherebbe sottoporre per la prima volta crescita, margini, fabbisogno di capitale e governance al giudizio quotidiano del mercato pubblico.

Chi avrà l’IPO migliore?

Oggi la risposta è: dipenderà da cosa il mercato deciderà di comprare.
Scontato, lo sappiamo, ma seriamente vero.

Anthropic offre una crescita straordinaria, una valutazione privata superiore e una traiettoria finanziaria che sta diventando più leggibile.
OpenAI offre scala, distribuzione, marca e un ecosistema che nessun altro laboratorio possiede nella stessa forma.

La quotazione trasformerà queste differenze in domande molto concrete. Quanto sono difendibili i margini? Quanta parte della crescita dipende dal costo del compute? Quanto è concentrata la clientela? Che rapporto esiste tra safety, velocità di prodotto e rischio legale? Quanto capitale servirà ancora? E quale governance sarà accettabile quando decisioni tecniche con conseguenze geopolitiche dovranno convivere con azionisti pubblici?

La gara tra Anthropic e OpenAI sembrava una corsa alla campanella di Wall Street. A settembre è diventata qualcosa di più utile da osservare: due modi diversi di arrivare allo stesso problema. Anthropic sta cercando di dimostrare di essere pronta per il mercato. OpenAI ha scelto di dimostrare che può permettersi di aspettarlo.

Domande frequenti

Anthropic si quoterà davvero nel 2026?

Anthropic ha depositato in modo riservato il proprio S-1 e, secondo quanto riportato da Reuters il 13 settembre 2026, avrebbe scelto il Nasdaq. Il debutto resta soggetto a condizioni di mercato, completamento del processo SEC e decisioni definitive della società, quindi la data non può essere considerata garantita.

OpenAI ha cancellato la propria IPO?

No. OpenAI ha depositato un S-1 riservato a giugno, mantenendo aperta l’opzione di una quotazione. Sam Altman ha però escluso il 2026 e ha indicato che la società preferisce mantenere, per ora, la flessibilità della struttura privata.

Perché il run-rate revenue di Anthropic va letto con cautela?

Il run rate annualizza il ritmo di ricavi osservato in un periodo recente ed è utile per misurare l’accelerazione commerciale. Resta distinto dai ricavi effettivamente maturati durante dodici mesi e può cambiare rapidamente in un mercato ad alta crescita.

Quanto pesa il rapporto con il governo americano sulle due aziende?

Pesa su procurement, regolazione, sicurezza nazionale, accesso ai contratti e percezione della governance. OpenAI ha esplorato una possibile partecipazione pubblica, mentre Anthropic ha affrontato un duro conflitto giudiziario con il governo federale. Per il mercato sono due forme diverse di rischio politico e istituzionale.

Come può Bliss affiancare un’azienda tecnologica in una fase di crescita o apertura del capitale?

Bliss può lavorare su posizionamento, brand governance, processi decisionali, comunicazione e coerenza tra strategia e presenza sul mercato. La strutturazione finanziaria e legale di un’IPO resta materia di banche d’affari, advisor finanziari e studi legali specializzati.

Fonti e riferimenti
  1. Reuters, How the Anthropic-Pentagon dispute over AI safeguards escalated
  2. OpenAI, OpenAI raises $122 billion to accelerate the next phase of AI
  3. Anthropic, Anthropic raises $65B in Series H funding at $965B post-money valuation
  4. Anthropic, Anthropic confidentially submits draft S-1 to the SEC
  5. OpenAI, Confidential submission of draft S-1 to the SEC
  6. Financial Times, OpenAI proposes handing Trump administration 5% stake
  7. Bliss Agency, Anthropic vs il Pentagono: la storia completa
  8. Reuters, Anthropic revenue run rate tops $65 billion, source says
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