Il 15 luglio 2026, Wang Jibing ha vinto un prestigioso premio letterario. Nei giorni successivi, però, tornava a pedalare zaino in spalle come se niente fosse.
Ed è un’immagine dura, questa: certo. Tremenda forse e anche, a modo suo, violenta. Eppure c’è della dolcezza, in questa scena. Soprattutto se pensiamo che in Low Flight, la raccolta di poesie con cui Wang Jibing ha vinto il 9° Premio Letterario Lu Xun, c’è un verso che recita:
«Chi dice che spiegare le ali significhi volare in alto? Anche volare basso è volare.»
Questa è la sua storia, e la grande lezione che un esempio come lui può dare (ai brand e non solo).

Chi è Wang Jibing
Nato nel 1969 in una famiglia rurale a Xuzhou, nella provincia del Jiangsu, Wang ha sempre vissuto una vita di enormi sacrifici.
A causa di difficoltà economiche dei genitori, fu costretto ad abbandonare la scuola da adolescente per contribuire economicamente. Entrò così a far parte di quell’ondata di lavoratori migranti cinesi che negli anni ’80 si trasferirono dalle campagne alle grigie megalopoli industriali. Per decenni Wang, così, ha svolto qualsiasi genere di mestiere, per sopravvivere: facchino, dragatore di fiumi, autista, raccoglitore di rifiuti, venditore ambulante.
Oggi 56enne, consegna cibo a domicilio a Kunshan dal 2019. Lavoro che, accanto alla sua vera passione, gli è valso il soprannome di “poeta-rider”.
La passione per la poesia
Sì perché, accanto a tutti i lavori umili e le immense fatiche, nel corso degli anni Wang non ha mai accantonato la passione per la scrittura.
Pur senza un’istruzione formale, ha iniziato a comporre poesie a mente durante le consegne, per poi scarabocchiarle in fretta su pezzi di carta o pacchetti di sigarette. Nel corso dei suoi 150.000 chilometri di consegne fatte in bicicletta, ha scritto più di cinquemila poesie: una delle quali (Gan Shijian De Ren, uomo di fretta) è diventata virale nel 2022 sul social Weibo con oltre 20 milioni di visualizzazioni.
Il testo nasceva da una brutta esperienza: un cliente che aveva inserito un indirizzo sbagliato, costringendolo a correre da una parte all’altra della città fino a subire, così, penali per i ritardi delle consegne successive.
Coloro che vivono di corsa non conoscono stagioni,
Ma solo l’ultima fermata, e quella dopo ancora.
Da allora la figura di Wang è diventata nota in tutto il paese: fin quando questo luglio la sua terza raccolta di poesie ha ottenuto il Premio Letterario Lu Xun, portandolo definitivamente alla ribalta.

Il segreto della svolta
Low Flight è un reportage che raccoglie interviste a circa 200 rider, e che attraverso i propri versi raccoglie le prospettive e le vite di quegli ultimi, che fanno oggi da pilastro alla gig economy.
Un paradosso, se pensiamo che dal punto di vista economico Wang non ha nemmeno più bisogno di quel lavoro, per guadagnarsi da vivere. Lo ha affermato lui stesso dopo la vittoria. «Adoro però l’atmosfera che si respira e mi mantiene in forma. Voglio una vita con i piedi per terra e il premio non cambierà mai chi sono.»
Una frase che manifesta perfettamente l’ammirevole rapporto dell’autore tra la sua identità e il lavoro. Per Wang, il lavoro non è il mezzo per costruire qualcosa di più “alto”, ma il campo in cui il materiale esiste. La poesia, perciò, non è fuga dal lavoro umile, bensì frutto diretto di quel lavoro. Le strade, le attese, le conversazioni, la fatica e la dignità di un’intera categoria producono l’arte: arte che produce, a propria volta, la serenità necessaria per poter continuare a lavorare.
Se Wang lasciasse le consegne, lascerebbe la fonte della propria ispirazione. La propria musa, potremmo dire: oggi non più donna angelo ma esperienza, conflitto, resistenza.
Per carità, non è mia intenzione romanticizzare la difficoltà, ma già questa è una lezione splendida che Wang Jibing ci lascia: il valore non nasce mai da una fuga dal mondo, ma dal coraggio di attraversare (tutte le volte che si dimostra necessario) quel crudo e faticoso mondo che chiamiamo casa.
Un fenomeno, non un caso
Wang non è un caso isolato. La letteratura cinese sta attraversando una stagione in cui la gig economy produce autori eccellenti (più di quanto forse stiano facendo altri paesi e altre lingue). Hu Anyan, ex corriere, ha pubblicato nel 2023 I Deliver Parcels in Beijing, un memoir che descrive la vita dei rider nella capitale. Altri autori provenienti da contesti operai, dalla logistica e dalla piattaforma digitale stanno trovando spazio in un panorama letterario che tradizionalmente aveva costruito le proprie gerarchie attorno alla formazione accademica.
Il Premio Lu Xun assegnato a Wang è anche per questo un segnale istituzionale: la letteratura di qualità non ha un’unica provenienza sociale. Anzi, fiorisce solo dalle difficoltà, in questi tempi di ingannevole agio.
Anche volare basso è volare. E fa vedere il mondo in un modo, che l’altezza non saprà mai dare.
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Il Premio Lu Xun è importante?
Il Premio Lu Xun è uno dei quattro riconoscimenti letterari nazionali più importanti in Cina, insieme al Premio Mao Dun (narrativa lunga), al Premio Junma (letteratura delle minoranze etniche), e al Premio Nazionale di Letteratura per Ragazzi. È considerato il premio di riferimento per poesia, saggistica, critica letteraria, traduzione e narrativa breve. Viene assegnato ogni quattro anni dalla China Writers Association ed è intitolato a Lu Xun, pseudonimo di Zhou Shuren, scrittore considerato il padre della letteratura cinese moderna. La sua opera più celebre, La vera storia di Ah Q, è una critica sociale della Cina di inizio Novecento. La sovrapposizione tra il tema di Wang e l’eredità di Lu Xun, la voce dei lavoratori e dei margini della società, non è casuale.
Il fatto che Wang sia diventato virale sui social prima di vincere il premio dice qualcosa di diverso rispetto ai percorsi letterari tradizionali?
Sì, e in modo rilevante. La traiettoria tradizionale del riconoscimento letterario passa per l’accademia, le riviste di settore, gli editori. Wang è arrivato al Lu Xun attraverso i social media: una poesia virale nel 2022, una prima raccolta nel 2023, il premio nel 2026. Questo non è un percorso che la poesia tradizionale ha mai avuto. Dice che le piattaforme hanno creato un canale di visibilità alternativo per autori che il sistema letterario convenzionale non avrebbe intercettato facilmente, ma dice anche qualcosa di più preciso: il pubblico cinese online ha riconosciuto un valore che poi le istituzioni hanno confermato. La sequenza è diversa da quella convenzionale, ma il risultato finale è lo stesso.
Cosa significa che non lascerà il lavoro?
Significa che Wang ha rifiutato la narrativa del riscatto, l’idea che il premio sia la fine di qualcosa di difficile e l’inizio di qualcosa di migliore. Per lui il lavoro di rider non è una fase da superare: è la condizione che rende possibile il lavoro letterario. Lasciarlo significherebbe perdere il campo di osservazione che ha prodotto tutto. Ha detto che continuerà finché avrà 60 anni. Non per necessità economica. Per scelta.

