Arte e Intrattenimento

Spider-Man è tornato. O forse non se n’era mai andato

L’MCU è finita.
Le persone sono stanche dei supereroi.
Spider-Man ha finito le cose da dire dopo Raimi.

Tutto vero. Eppure Spider-Man non stanca mai, e Brand New Day ha appena registrato il secondo miglior debutto della storia del cinema.

Occhio, però, perché la domanda non è perché abbia funzionato, ma perché Spider-Man funzioni sempre.

Un eroe immortale

Nel suo primo giorno di debutto in Nord America, il film ha incassato 168 milioni di dollari. Meglio di Avengers: Endgame. Weekend di apertura mondiale: 927 milioni. Secondo miglior risultato DI SEMPRE. Solo in Italia il botteghino segna 15,9 milioni nei primi cinque giorni: ancora una volta, il secondo miglior esordio di sempre per un film di supereroi. Il tutto senza le sale IMAX, occupate da L’Odissea di Nolan.

Negli ultimi cinque anni la Marvel ha collezionato una lunga serie di titoli poco performanti, accolti con freddezza. Spider-Man: Brand New Day però ha convinto tutti: CinemaScore, critica favorevole, pubblico.

Merito di un eroe immortale, che mostra ai grandi studi americani una verità scomoda, che però andrebbe ascoltata. Il pubblico non è stufo di eroi. È stufo di eroi con cui non riesce, non vuole o non può davvero empatizzare.

I riferimenti alle iconiche illustrazioni dei primi volumi di Spider-Man abbondano in questa pellicola. Un desiderio manifesto del regista Destin Daniel Cretton, che curerà anche il prossimo film live-action di Naruto: pare, con la stessa cura per i materiali originali. Speriamo si ripeta anche lì. Le premesse sono incoraggianti.

L’unico supereroe che ti chiede di preoccuparti per lui

Perché, diciamocelo: Spider-Man è l’unico supereroe della Marvel (lo è dagli anni ’60) che il pubblico non riesce a percepire come invulnerabile. Thor è un dio. Iron Man è un miliardario. Captain America è studiato in laboratorio per essere perfetto. Peter Parker no: non è niente di questo. È solo un ragazzo di periferia che non sa come arrivare a fine mese e che, anche se ce la mette tutta, non riesce a presentarsi puntuale a un appuntamento.

Brand New Day non solo non stravolge questo leitmotiv, ma lo potenzia, mostrando un Peter ancora più vulnerabile: solo, perso; a metà tra due età, ragazzo non più ma adulto non ancora. Adesso senza amici e identità.

Anche per questo (qui ma sempre), i suoi problemi, anche se cosmici, sono prima di tutto personali. Esistenziali. Coraggio. Maturazione. L’importanza di lasciarsi andare. In Brand New Day tutto questo si declina in un riuscitissimo racconto sull’identità e sulla solitudine. Non mostri galattici, non supercattivi. Questioni umane al centro.

Una bella differenza.

Il reset come strumento di governance del franchise

Ispirato liberamente alla saga “Un Nuovo Giorno” e “Evolviti o muori”, Brand New Day rappresenta un segnale esplicito al pubblico. Come a dire: «Ripartiamo. Ma più maturi».

Tom Holland indossa la maschera di Spider-Man dal 2016. Brand New Day è il suo quarto film nel ruolo. Eppure, grazie a questo film e alla meccanica narrativa alla base della sceneggiatura, anche in un panorama in cui i franchise si riscrivono ogni tre o quattro anni, la saga di Holland sembra inamovibile e si candida a diventare il nuovo riferimento multimediale dell’Uomo Ragno. Superando persino la trilogia di Raimi.

Il mondo attorno a lui è stato ripulito dalla complessità accumulata. La continuità emotiva sopravvivrà al reset della continuità narrativa. Cambierà tutto, ma non Tom Holland, e non il tono che i film precedenti hanno sempre avuto.

Anche il marketing del film è stato un vero successo, sapendo sfruttare al massimo il Mondiale di calcio (con lo spot con Messi, in onda proprio nel corso di quelle settimane) e il fattore territoriale. Vera chicca, in Italia, è lo spot realizzato con Francesco Totti, in questo assurdo scenario.

Altri dieci anni di questo Spider-Man

L’MCU ha faticato negli ultimi anni non perché i film fossero tecnicamente difettosi. Ha faticato perché aveva diluito il carattere dei propri personaggi in una complessità narrativa che richiedeva troppo lavoro al pubblico. Spider-Man: Brand New Day non è un film perfetto, questo no. Però, è un film semplice, che si fa vedere con piacere e che riesce a incorporare personaggi di altri franchise (Hulk e Punisher su tutti) senza bisogno di vedere film passati o esclusive Disney+.  

927 milioni in un weekend sono il risultato di queste scelte: semplici, ma coraggiose. E il nostro augurio è che Tom Holland e questi sceneggiatori possano replicare questi meritati successi per almeno altri dieci anni.


Nuove Connessioni (FAQ)

Perché gli altri film Marvel hanno faticato negli ultimi anni mentre Spider-Man continua a funzionare?

La differenza principale è nella scala emotiva dei racconti. Molti dei film MCU recenti chiedevano al pubblico di preoccuparsi per l’intero multiverso, per la sopravvivenza di universi paralleli, per strutture narrative che richiedevano la conoscenza di dieci film precedenti. Spider-Man chiede al pubblico di preoccuparsi per Peter Parker. La posta in gioco cosmica non attiva l’empatia nello stesso modo in cui lo fa quella personale. Il cervello risponde a persone specifiche, non a concetti. Peter è una persona specifica che il pubblico conosce da dieci anni.

Il successo di Brand New Day è replicabile da altri franchise?

La struttura è replicabile: reset del contesto con mantenimento del carattere, continuità dell’interprete nel tempo, scala emotiva umana invece di scala cosmica. La difficoltà è che questo tipo di costruzione richiede anni di coerenza che molti franchise non hanno avuto. Non si può replicare il risultato di Brand New Day in due film: si replica la strategia e si aspettano dieci anni. La maggior parte dei franchise non ha la pazienza o la disciplina per farlo.

Cosa insegna il caso Spider-Man alle organizzazioni che gestiscono brand con una lunga storia?

Che la complessità accumulata nel tempo è un peso che richiede gestione attiva. I franchise, come i brand, accumulano storia, aspettative, contraddizioni. Ignorarlo produce la sensazione di incoerenza. Cancellarle produce la sensazione di tradimento. La soluzione di Brand New Day, azzerare il contesto preservando il carattere, è una delle risposte più eleganti a questo problema che il cinema abbia prodotto negli ultimi anni. Per un brand, la domanda equivalente è: cosa è essenziale nel nostro carattere e non può essere toccato? E cosa si è accumulato nel tempo e può essere rimesso a zero senza perdere l’identità?


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