Il data steward è la persona incaricata di curare un insieme di dati: che siano corretti, descritti, accessibili a chi ne ha diritto e usati secondo le regole. Non decide a quali scopi servano i dati, che spetta a chi ne risponde, ma ne garantisce la tenuta ogni giorno. Il termine vive in due mondi che non si parlano: l’azienda, dove il data steward lavora dentro la data governance (il sistema di regole e responsabilità sui dati), e la ricerca, dove assiste chi produce dati scientifici. Questa guida li tiene distinti, perché i due ruoli si assomigliano nel nome più che nel lavoro.
In breve
Il data steward in 4 punti chiave
- 1
Il data steward cura la qualità, la descrizione e l’uso dei dati di un ambito preciso.
- 2
Non decide le finalità dei dati: la decisione resta al data owner e, più in alto, a chi governa l’organizzazione.
- 3
In azienda e nella ricerca il nome è lo stesso, i compiti e i dati sono diversi.
- 4
Un ruolo non scritto e senza autorità diventa una persona che segnala problemi senza poterli risolvere.
Data steward: significato e traduzione
Steward in inglese indica chi ha in custodia qualcosa che non è suo e ne risponde: l’amministratore, il curatore. È il senso del ruolo. Il data steward non possiede i dati e non li sceglie: li ha in cura per conto dell’organizzazione. Nella letteratura di gestione dei dati la data stewardship è la responsabilità sui dati e sui processi che ne assicurano un controllo e un uso efficaci (DAMA International, DAMA-DMBOK). In italiano non esiste una traduzione che si sia imposta: si usa l’espressione inglese, e a volte “responsabile della cura dei dati”, che ne rende bene il senso.
Cosa fa un data steward
Il lavoro cambia con il contesto, ma ruota attorno a cinque attività. Le abbiamo raccolte in una classificazione nostra, che incrocia le indicazioni di DAMA-DMBOK con quelle della letteratura sulla ricerca citata più sotto.
I cinque compiti del data steward
Che cosa cura, e che cosa succede se nessuno lo fa.
| Compito | Domanda a cui risponde | Se manca |
|---|---|---|
| Definire | Che cosa significa questo dato, e in quale forma è valido? | Reparti diversi usano lo stesso termine con significati diversi |
| Controllare la qualità | Il dato è corretto, completo, aggiornato? | Errori che si ripetono in ogni uso del dato |
| Descrivere | Dove nasce, da chi viene aggiornato, a cosa serve? | Nessuno sa se un dato è affidabile o ufficiale |
| Regolare l’accesso | Chi può leggerlo, modificarlo, condividerlo? | Dati usati da chi non dovrebbe, o negati a chi ne ha bisogno |
| Segnalare e risolvere | Chi interviene quando il dato è sbagliato? | Le segnalazioni restano senza risposta |
Classificazione di Bliss, che incrocia DAMA-DMBOK e la letteratura sulla data stewardship nella ricerca.
Il compito che si trascura più spesso è l’ultimo: segnalare un problema è facile, risolverlo richiede che qualcuno abbia l’autorità di farlo. Per questo il ruolo non funziona da solo, e dipende da chi lo nomina.
Data steward, data owner e altri ruoli: chi fa cosa
Sui dati lavorano più figure, e i nomi si sovrappongono. La distinzione che usiamo è per tipo di responsabilità: chi decide, chi cura, chi gestisce la tecnologia, chi vigila sul rispetto delle norme.
Chi fa cosa sui dati
Quattro responsabilità che spesso si confondono.
| Ruolo | Domanda a cui risponde | Limite del ruolo |
|---|---|---|
| Data owner | Quali regole, scopi e accessi valgono per questi dati? | Decide, ma non cura il dato giorno per giorno |
| Data steward | I dati rispettano le regole? Sono descritti e di qualità? | Cura, ma non decide gli scopi |
| Responsabile tecnico dei dati | Dove sono i dati e come sono protetti dal punto di vista tecnico? | Gestisce i sistemi, non il significato dei dati |
| DPO (responsabile della protezione dei dati) | L’organizzazione rispetta la normativa sui dati personali? | Vigila: non deve avere conflitti di interesse (GDPR, art. 38, par. 6) |
Classificazione di Bliss per tipo di responsabilità. I titoli variano da organizzazione a organizzazione: contano i compiti scritti.
Il data owner è il responsabile di un ambito di dati: ne definisce le regole, gli scopi e gli accessi. Il data steward applica quelle regole e ne verifica la tenuta nei dati. A tenere insieme le due figure è la data governance, e il quadro d’insieme è nel Data Governance Framework, mentre il ruolo di chi decide è approfondito nel data owner.
Una distinzione conta per la legge. Il responsabile della protezione dei dati (DPO) previsto dal GDPR può svolgere altri compiti, ma il titolare del trattamento deve assicurarsi che non diano luogo a conflitto di interessi (Regolamento UE 2016/679, art. 38, par. 6). Il data steward cura i dati per l’organizzazione, il DPO vigila sul rispetto della normativa: chi fa il primo e il secondo ruolo insieme controlla il proprio lavoro.
Un test
Scegliete un dato che compare in più canali, per esempio la descrizione di un servizio, e chiedete a tre persone di reparti diversi dove si trova la versione ufficiale e chi può modificarla. Se le risposte sono tre, manca un owner e un data steward, e da lì si comincia.
Test nostro, non tratto da fonti.
Perché serve un data steward in azienda
Per due ragioni, una normativa e una di governo.
La ragione normativa è la qualità dei dati personali. Il GDPR richiede che siano esatti e, se necessario, aggiornati, e che siano adottate tutte le misure ragionevoli per cancellare o rettificare i dati inesatti (art. 5, par. 1, lett. d). Il titolare del trattamento è competente per il rispetto di questi principi e deve poterlo comprovare (art. 5, par. 2). Qualcuno deve occuparsene ogni giorno, e il data steward è la figura a cui l’organizzazione affida il compito.
La ragione di governo è la responsabilità. La norma ISO/IEC 38505-1:2026 sulla governance dei dati si rivolge agli organi di governo delle organizzazioni (proprietari, amministratori, soci, dirigenti) e dà loro i principi per un uso efficace, efficiente e accettabile dei dati. La governance dei dati è dunque una questione di vertice. Il data steward è il punto in cui diventa lavoro quotidiano, ma non la sostituisce.
L’angolo Bliss: la delega ai dati ha bisogno di un nome
Il punto debole di molte organizzazioni non è la mancanza di un data steward: è che nessuno ha stabilito di cosa risponda. Succede quando i dati nascono in un reparto, vengono usati da un altro e sono corretti da un terzo, e ciascuno li considera di altri. Il risultato si vede fuori: lo stesso cliente con due anagrafiche, lo stesso prodotto con due descrizioni, lo stesso messaggio con due versioni. Per un brand sono incoerenze di marca, prima ancora che errori di archivio.
Per questa ragione guardiamo al data steward come a un caso di Brand Governance: ruoli scritti, ambiti chiari, livelli di approvazione, qualcuno con l’autorità di correggere. La Brand Governance si occupa di coerenza della marca nel tempo, e i dati sono una parte di questa coerenza.
Come si introduce un data steward in azienda
Sei passi per introdurre un data steward
Dalla scelta dei dati alla verifica.
| Passo | Domanda a cui risponde | Chi ne risponde |
|---|---|---|
| 1. Scegliere i dati critici | Da quali dati dipendono decisioni, clienti, obblighi di legge? | Direzione |
| 2. Nominare un data owner | Chi ha autorità sulle regole di questo ambito? | Direzione |
| 3. Designare gli steward | Chi conosce già questi dati dal lavoro quotidiano? | Data owner |
| 4. Scrivere compiti e decisioni | Che cosa può decidere da solo lo steward? | Data owner e direzione |
| 5. Fissare qualità e segnalazioni | Come si segnala e si corregge un errore? | Data steward |
| 6. Verificare | Le regole funzionano? I dati critici sono ancora quelli giusti? | Direzione |
Sintesi di Bliss, non una metodologia di terzi.
Non esiste in Italia un percorso formale che porti al titolo: chi svolge il ruolo ha più spesso una laurea o un dottorato nell’area disciplinare dei dati e, in molti casi, competenze informatiche. In azienda lo steward è in genere chi conosce meglio il dominio dei dati, più che chi conosce meglio la tecnologia.
Domande frequenti
Cosa fa un data steward?
Cura un insieme di dati per conto dell’organizzazione: ne definisce il significato, ne controlla la qualità, li descrive, regola chi può usarli e segnala o risolve i problemi. Applica le regole fissate dal data owner. Nella ricerca assiste anche chi produce dati scientifici, con piani di gestione e principi FAIR.
Che cosa significa steward in italiano?
Steward indica chi ha in custodia qualcosa che non è suo e ne risponde: amministratore, curatore. In italiano il termine non ha una traduzione consolidata e si usa l’inglese. “Responsabile della cura dei dati” è una parafrasi fedele, perché mette l’accento sulla custodia e non sulla proprietà o sulla decisione.
Qual è la differenza tra data owner e data steward?
Il data owner risponde di un ambito di dati: ne definisce regole, scopi e accessi. Il data steward applica quelle regole e verifica che i dati le rispettino ogni giorno. Il primo decide, il secondo cura. Se non c’è un owner, lo steward può solo segnalare i problemi senza avere l’autorità per risolverli.
Che cos’è la data governance?
È il sistema di regole, ruoli e responsabilità con cui un’organizzazione decide come si producono, si usano e si proteggono i dati. La norma ISO/IEC 38505-1:2026 la colloca tra le responsabilità degli organi di governo. Il data steward ne è uno strumento operativo: applica le regole nei dati, ma non le stabilisce.
Che cosa sono i master data?
Sono i dati di base che descrivono le entità su cui l’organizzazione lavora, per esempio clienti, prodotti o fornitori, e che molti processi usano. Poiché un errore si ripete ovunque, sono l’ambito in cui un data steward è più utile: lo stesso dato deve avere una sola versione ufficiale.
Che differenza c’è tra data steward e data manager?
Nell’uso comune “data manager” indica chi gestisce i dati in senso operativo o tecnico, e il termine non ha un significato condiviso. Il data steward ha una responsabilità più precisa: la cura e la qualità dei dati di un ambito, nel quadro delle regole fissate dal data owner. Conviene guardare i compiti scritti, non il titolo.
Un data steward è la stessa cosa di un data scientist?
No. Il data scientist analizza i dati per produrre modelli o conclusioni. Il data steward si occupa di ciò che viene prima: che i dati siano corretti, descritti e utilizzabili. I due ruoli collaborano, perché un’analisi costruita su dati non curati dà risultati inaffidabili, ma le competenze e le responsabilità sono diverse.
Il data steward può essere anche il DPO?
È sconsigliabile. Il GDPR consente al responsabile della protezione dei dati di svolgere altri compiti, ma l’organizzazione deve assicurarsi che non diano luogo a conflitto di interessi (art. 38, par. 6). Il data steward cura i dati per l’organizzazione, il DPO vigila: chi svolge i due ruoli controlla il proprio lavoro.
Come si diventa data steward?
In Italia non esiste un percorso formale unico. Nella ricerca le indagini mostrano in prevalenza una laurea o un dottorato nell’area disciplinare dei dati e, spesso, competenze informatiche. In azienda si arriva al ruolo conoscendo bene il dominio dei dati e imparando le regole di governance. Secondo l’Università di Palermo esistono master dedicati in Italia e in Francia, oltre a scuole estive di formazione.
Cosa fa un data steward nella ricerca?
Aiuta i ricercatori a gestire i dati lungo il loro ciclo di vita: piani di gestione dei dati, descrizione con metadati, applicazione dei principi FAIR, deposito in archivi affidabili e condivisione nel rispetto delle regole etiche e legali. Nell’indagine italiana le attività più frequenti sono il supporto ai principi FAIR (34 risposte su 38) e ai piani di gestione (31).
Quanti data steward servono a un’organizzazione?
Dipende dai dati e dalla struttura: non esiste un numero di riferimento. Nell’indagine italiana sulla ricerca, 24 rispondenti su 38 indicano da due a dieci persone con funzioni equivalenti, 7 una sola. Per un’azienda conta più il numero di ambiti di dati critici che il numero di persone: ogni ambito ha bisogno di uno steward con un owner.
Fonti e riferimenti
- DAMA International, DAMA-DMBOK (Data Management Body of Knowledge)
- Giulia Caldoni e altri, Data stewardship in Italy: Findings from the first national survey, Open Research Europe, 2026, 6:45
- Comunità Italiana Data Steward, Manifesto della Comunità Italiana Data Steward (CIDS), 31 marzo 2025
- Università degli Studi di Palermo, La figura del data steward
- ISO/IEC, ISO/IEC 38505-1:2026, Governance of data
- Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), artt. 5 e 38

