Claude è l’assistente di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic e, allo stesso tempo, la famiglia di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) su cui l’assistente si basa. Si usa dal browser su claude.ai, con le app per computer e smartphone, dal terminale con Claude Code oppure, per sviluppatori e aziende, tramite API e piattaforme cloud come Amazon Bedrock, Google Cloud e Microsoft Foundry.
A ottobre 2026 la gamma pubblica comprende quattro modelli principali: Claude Fable 5.1, Claude Opus 5.5, Claude Sonnet 5.5 e Claude Haiku 5.5. Sono livelli diversi della stessa tecnologia, che si distinguono per capacità, velocità e costo.
In questa guida trovi che cos’è Claude e da dove viene, come funziona l’approccio dell’AI costituzionale, le differenze tra i modelli, quanto costano i piani, come iniziare a usarlo bene e come si colloca rispetto a ChatGPT e Gemini. I dati tecnici e i prezzi rimandano alle fonti ufficiali elencate in fondo all’articolo.

Cos’è Claude AI?
Con il nome “Claude” si indicano due cose collegate. La prima è una famiglia di modelli di intelligenza artificiale generativa: programmi addestrati su enormi quantità di testo, capaci di comprendere il linguaggio naturale, ragionare su un problema e produrre testo, codice e analisi. La seconda è l’assistente Claude, cioè l’applicazione con cui le persone dialogano con quei modelli, oggi disponibile sul web, su Mac e Windows, su iOS e Android.
La distinzione conta perché spiega molte domande frequenti. Quando si parla di “Claude Opus” o “Claude Sonnet” ci si riferisce a un modello specifico; quando si parla di “usare Claude” si intende di solito l’app, che permette di scegliere il modello più adatto al compito.
I modelli Claude sono proprietari e chiusi: Anthropic non rilascia i pesi e non consente di eseguirli in locale. Per usarli bisogna passare dai prodotti di Anthropic oppure da applicazioni di terze parti che accedono ai modelli tramite API, come strumenti di sviluppo, piattaforme cloud o software aziendali.
Da chatbot ad agente
Nelle prime versioni Claude era essenzialmente un chatbot: una domanda, una risposta. Oggi il suo perimetro è più ampio. Può cercare sul web, leggere documenti e immagini, scrivere ed eseguire codice, creare file, collegarsi ad app esterne tramite connettori e portare avanti attività in più passaggi anche mentre l’utente non è davanti allo schermo.
Un passaggio importante è arrivato il 16 settembre 2026, quando Anthropic ha unito Claude Cowork, l’ambiente pensato per i lavori più lunghi, alla normale chat. Da allora la stessa conversazione può gestire una domanda veloce oppure un incarico complesso, come preparare un report con le slide collegate. Nello stesso annuncio sono arrivati Claude Docs e Claude Slides, in beta sui piani a pagamento, per scrivere documenti e presentazioni direttamente dentro Claude ed esportarli in PowerPoint o PDF.
Cosa sa fare, in sintesi
- Scrivere, riassumere, tradurre e riformulare testi in molte lingue, italiano compreso.
- Analizzare documenti lunghi, PDF, fogli di calcolo e immagini.
- Scrivere, spiegare e correggere codice, fino a lavorare su interi progetti software con Claude Code.
- Fare ricerche sul web e citare le fonti consultate.
- Creare documenti, presentazioni, piccole applicazioni e visualizzazioni.
- Eseguire attività in più passaggi collegandosi a strumenti come email, calendario o archivi aziendali.
Resta invece un modello che produce testo: legge immagini ma non le genera come farebbe un generatore di immagini, e non elabora nativamente video. È uno dei punti in cui differisce da alcuni concorrenti, come vedremo nel confronto.

Anthropic: chi ha creato Claude e perché?
Claude è sviluppato da Anthropic, società statunitense di ricerca e prodotti nel campo dell’intelligenza artificiale fondata nel 2021 da un gruppo di ex dipendenti di OpenAI. Tra i fondatori ci sono i fratelli Dario Amodei, amministratore delegato, e Daniela Amodei, presidente.
La scelta di lasciare OpenAI, avvenuta prima che ChatGPT arrivasse al grande pubblico, nasceva da una diversa visione su come sviluppare l’AI. Al centro del progetto di Anthropic ci sono la sicurezza dei modelli e la loro interpretabilità, cioè la possibilità di capire cosa accade al loro interno. Questa impostazione ha avuto conseguenze concrete anche nei rapporti dell’azienda con il governo statunitense, fino allo scontro tra Anthropic e il Pentagono del 2026.
L’azienda è costituita come public benefit corporation (PBC), una forma societaria che affianca al profitto un impegno formale verso obiettivi di beneficio pubblico.
Investitori e partner
Amazon e Google sono tra i principali investitori di Anthropic e distribuiscono i modelli Claude attraverso le rispettive piattaforme cloud. Questo non significa che controllino Claude: la proprietà e lo sviluppo dei modelli restano di Anthropic. Claude è disponibile anche su Microsoft Foundry: le aziende possono quindi usarlo su AWS, Google Cloud e Microsoft Azure senza cambiare fornitore di infrastruttura.
La crescita di Anthropic ha trasformato anche il confronto con OpenAI in una partita finanziaria. Le prospettive di quotazione delle due società mostrano quanto il mercato stia attribuendo valore non soltanto ai modelli, ma anche alla capacità di costruire infrastruttura, ricavi e accesso al capitale: ne abbiamo parlato nel confronto tra Anthropic e OpenAI verso l’IPO.
Anthropic ha costruito anche un dialogo con istituzioni, governi e organizzazioni esterne al settore tecnologico sui problemi posti dall’intelligenza artificiale. Nel maggio 2026 Christopher Olah, cofondatore dell’azienda e responsabile della ricerca sull’interpretabilità, è stato invitato in Vaticano alla presentazione dell’enciclica di Papa Leone XIV dedicata all’AI, Magnifica Humanitas.

Perché si chiama Claude
Il nome è indicato come un omaggio a Claude Shannon, il matematico e ingegnere statunitense considerato il padre della teoria dell’informazione, la base teorica su cui poggiano le telecomunicazioni e l’informatica moderna. I nomi dei singoli modelli seguono invece un tema poetico, spiegato più avanti: Haiku, Sonnet, Opus e, dal 2026, Fable.
Le tappe principali
Claude è stato presentato a marzo 2023, inizialmente per un gruppo ristretto di aziende e come app integrata in Slack. A luglio 2023 è arrivato Claude 2, con un sito web aperto al pubblico. Da quel momento il ritmo dei rilasci è cresciuto costantemente, fino alla cadenza quasi mensile del 2026, con nuove versioni di Opus, Sonnet e l’introduzione di un livello superiore a Opus.
Come funziona Claude?
Alla base, Claude funziona come gli altri modelli linguistici di grandi dimensioni. Durante il pre-addestramento il modello impara le regolarità del linguaggio da un’enorme quantità di testi; quando riceve una richiesta, la scompone in token (frammenti di parole) e genera la risposta prevedendo, un token alla volta, la continuazione più appropriata. La qualità del risultato dipende dai dati, dalla dimensione del modello e, soprattutto, da come il modello viene rifinito dopo il pre-addestramento.
È in questa seconda fase che Anthropic si distingue con l’approccio che chiama AI costituzionale (Constitutional AI).
Cos’è l’AI costituzionale
Invece di affidarsi solo a valutatori umani che giudicano le risposte una per una, Anthropic definisce per iscritto un insieme di principi e valori, la Costituzione di Claude, e la usa per guidare l’addestramento. In pratica il modello impara a confrontare le proprie risposte con quei principi, a criticarle e a rivederle, così che il comportamento desiderato venga interiorizzato invece di essere imposto con filtri esterni.
La Costituzione influisce in più punti del processo:
- sulla creazione dei dati sintetici usati per addestrare i modelli;
- sull’addestramento dei modelli di supporto impiegati per l’allineamento, cioè per far sì che il comportamento dell’AI sia coerente con le intenzioni di chi la sviluppa;
- sul modo in cui Claude ragiona in situazioni ambigue durante l’uso reale.
Le prime versioni dei principi si ispiravano anche a fonti esterne, tra cui la Dichiarazione universale dei diritti umani. Anthropic ha poi pubblicato una nuova Costituzione, più estesa, che descrive chi è Claude, quali priorità deve rispettare e come bilanciare utilità, onestà e sicurezza. Il testo completo è pubblico sul sito di Anthropic, anche se l’azienda precisa che è stato scritto innanzitutto per Claude stesso.
Ma cosa significa, dal punto di vista del modello, essere stato costruito attorno a una Costituzione e a un carattere definito da altri? Lo abbiamo chiesto direttamente a Claude in Cosa sei? Due chiacchiere con Claude.
Cosa cambia per chi lo usa
L’AI costituzionale ha effetti concreti nell’uso quotidiano:
- Trasparenza sui limiti. Claude tende a dire quando non è sicuro di qualcosa o quando un’informazione potrebbe essere superata.
- Disaccordo motivato. Se una premessa è sbagliata, è più probabile che lo faccia notare invece di assecondare l’utente.
- Rifiuti spiegati. Quando declina una richiesta, di norma spiega perché e propone un’alternativa utile.
Ragionamento esteso e pensiero adattivo
Da Claude 3.7 Sonnet in poi i modelli possono ragionare in modo esplicito prima di rispondere, sviluppando una catena di pensiero passo dopo passo. Nei modelli attuali questa capacità è adattiva: il modello decide quanto ragionare in base alla difficoltà del compito, e l’utente o lo sviluppatore può regolare il livello di “sforzo” (effort) per privilegiare velocità o profondità. Su Fable 5.1 e Opus 5.5 il pensiero adattivo è sempre attivo.
Modelli Claude: Haiku, Sonnet, Opus e Fable
I modelli Claude sono organizzati in livelli: dal più veloce ed economico al più potente. A ottobre 2026 la documentazione ufficiale di Anthropic indica Claude Opus 5.5 come punto di partenza consigliato per la maggior parte degli usi, Claude Fable 5.1 per il ragionamento più impegnativo e gli agenti che lavorano a lungo, Claude Sonnet 5.5 come miglior equilibrio tra velocità e intelligenza e Claude Haiku 5.5 come opzione più rapida.
Claude Fable 5.1
Ragionamento complesso, agenti di lunga durata.
Latenza
Più lenta
Contesto
1 milione di token
Output max
128.000 token
Prezzo in / out
10 $ / 50 $
Claude Opus 5.5
Coding agentico, lavoro di conoscenza, uso generale avanzato.
Latenza
Moderata
Contesto
1 milione di token
Output max
128.000 token
Prezzo in / out
4 $ / 20 $
Claude Sonnet 5.5
Attività quotidiane, codice, documenti, agenti a costo contenuto.
Latenza
Bassa
Contesto
1 milione di token
Output max
128.000 token
Prezzo in / out
2 $ / 10 $
Claude Haiku 5.5
Risposte in tempo reale, grandi volumi, classificazione, estrazione dati e sottoagenti.
Latenza
La più bassa
Contesto
1 milione di token
Output max
128.000 token
Prezzo in / out
Da 0,10 $ / 0,50 $
Prezzi API per milione di token, input e output. Per Haiku 5.5: 0,10 $ / 0,50 $ con prompt fino a 100.000 token; 0,50 $ / 2,50 $ con prompt oltre 100.000 token. Superata la soglia, le tariffe maggiorate si applicano all’intera richiesta. Listini e disponibilità dei modelli cambiano con frequenza: verificare sulla documentazione ufficiale.
Tutti i modelli attuali accettano in input testo e immagini, rispondono in testo, sono multilingue e supportano l’uso di strumenti esterni. Tutti i modelli hanno conoscenze affidabili fino a giugno 2026.
Cronologia e denominazione delle versioni del modello Claude
La numerazione delle versioni non è mai stata del tutto lineare. Non ogni generazione è uscita in tutte le taglie, alcuni numeri sono stati saltati (non esistono Claude 3.1 o 3.6) e dalla generazione 4 l’ordine del nome si è invertito: si è passati da “Claude 3.5 Sonnet” a “Claude Sonnet 4”. Lo stesso Dario Amodei ha ammesso in un’intervista che dare un nome ai modelli è un problema che l’intero settore non ha ancora risolto.
2023
Marzo
Claude e Claude Instant
Primo rilascio.
Luglio
Claude 2
Accesso pubblico via web.
2024
Marzo
Claude 3: Haiku, Sonnet, Opus
Nascono le tre taglie.
Giugno
Claude 3.5 Sonnet
Supera Claude 3 Opus in molti benchmark.
Ottobre
Claude 3.5 Sonnet aggiornato e 3.5 Haiku
Sonnet aggiornato senza cambiare numero.
2025
Febbraio
Claude 3.7 Sonnet
Primo modello di ragionamento ibrido.
Maggio
Claude Opus 4 e Sonnet 4
Cambio di nomenclatura, nessun Haiku.
Agosto
Claude Opus 4.1
Unico modello «4.1».
Settembre
Claude Sonnet 4.5
Primo modello della generazione 4.5.
Ottobre
Claude Haiku 4.5
Haiku torna nella gamma.
Novembre
Claude Opus 4.5
Prezzo per token pari a un terzo di Opus 4.1.
2026
Febbraio
Claude Opus 4.6 e Sonnet 4.6
Primo aggiornamento della generazione 4.5.
Aprile
Claude Opus 4.7
Aggiornamento di Opus.
28 maggio
Claude Opus 4.8
Aggiornamento di Opus.
9 giugno
Claude Fable 5 e Claude Mythos 5
Nasce il livello Mythos, sopra Opus.
Estate
Claude Sonnet 5
Nuovo Sonnet della generazione 5.
24 luglio
Claude Opus 5
Nuovo Opus di punta con finestra da 1 milione di token, allo stesso prezzo di Opus 4.8.
22 settembre
Claude Opus 5.5
Primo modello della famiglia 5.5: prezzi ridotti e costo tipico inferiore del 40% rispetto a Opus 5.
28 settembre
Claude Sonnet 5.5
Oltre il 30% più veloce di Sonnet 5 a parità di prezzo; prime salvaguardie di cybersicurezza paragonabili a quelle di Opus.
7 ottobre
Claude Haiku 5.5
Il modello più economico della gamma: in media circa il 75% in meno di Haiku 4.5, con un controllo dell’«effort» per scambiare consumo di token e capacità.
Date e denominazioni dei rilasci secondo la documentazione ufficiale Anthropic.
I modelli delle generazioni precedenti restano spesso disponibili via API come modelli “legacy” per un periodo di transizione, con date di ritiro pubblicate da Anthropic. Anthropic ha inoltre annunciato l’arrivo di Haiku 5.5 nelle settimane successive al lancio di Opus 5.5.
Claude Haiku
Claude Haiku è la serie più piccola e veloce della famiglia. Il nome richiama la forma poetica giapponese, caratterizzata dalla brevità e da una struttura compatta.
Haiku è pensato per applicazioni che richiedono bassa latenza e grandi volumi: chatbot di assistenza in tempo reale, estrazione di dati, classificazione e riassunti. Nei sistemi di AI agentica può lavorare come “sottoagente”, svolgendo attività circoscritte per conto di un modello più grande, come recuperare un dato da un documento o sintetizzare informazioni.
La versione attuale è Claude Haiku 5.5, rilasciata il 7 ottobre 2026, con una finestra di contesto da 1 milione di token e un output massimo di 128.000 token. Introduce inoltre il ragionamento adattivo, con un livello di impegno regolabile in base al compito. Il prezzo API dipende dalla lunghezza del prompt: fino a 100.000 token costa 0,10 $ per milione di token in input e 0,50 $ in output; oltre questa soglia, le tariffe diventano rispettivamente 0,50 $ e 2,50 $ e si applicano all’intera richiesta.
Claude Sonnet
Claude Sonnet è il modello intermedio, come il sonetto è una poesia di media lunghezza. È stato a lungo il “cavallo da lavoro” della famiglia, e in più occasioni anche il modello più capace: Claude 3.5 Sonnet, al lancio nel giugno 2024, superava Claude 3 Opus e gran parte dei concorrenti in molti benchmark.
La versione attuale è Claude Sonnet 5.5, rilasciata il 28 settembre 2026. Anthropic la presenta come il modello ideale per il lavoro di tutti i giorni, dalla scrittura di codice ai documenti d’ufficio, e dichiara un output oltre il 30% più veloce rispetto a Sonnet 5, con un costo per attività fino al 30% inferiore e lo stesso prezzo per token: 2 $ per milione in input e 10 $ in output. Secondo i benchmark pubblicati dall’azienda, su alcune prove di coding agentico Sonnet 5.5 si avvicina o supera Opus 5.5; si tratta però di dati del produttore, e i risultati reali dipendono dal compito.
Sonnet 5.5 è anche il primo Sonnet distribuito con salvaguardie di cybersicurezza dello stesso livello di Opus e Fable, perché le sue capacità in questo campo sono cresciute in modo significativo.
Claude Opus
Claude Opus prende il nome da magnum opus, l’opera più grande e compiuta di un autore. Per anni è stato il modello più potente di Anthropic, progettato per i compiti più difficili: programmazione complessa, uso autonomo del computer, ricerca approfondita, analisi di problemi ambigui.
La versione attuale è Claude Opus 5.5, presentata il 22 settembre 2026 come primo modello della famiglia 5.5. Secondo Anthropic offre prestazioni al livello di Fable 5.1 nella maggior parte dei compiti, costa circa il 40% in meno di Opus 5 in un carico di lavoro tipico e genera l’output oltre il 30% più velocemente. Il prezzo API è sceso a 4 $ per milione di token in input e 20 $ in output; è disponibile anche una modalità veloce, fino a 2,5 volte più rapida, al doppio del prezzo standard.
Nei test pubblicati da Anthropic, Opus 5.5 ottiene il 66,4% su Terminal-Bench 4.0, un benchmark di programmazione agentica, contro il 57,9% di GPT-6 Astra di OpenAI, mentre resta dietro al concorrente su altre prove come AutomationBench. Anche in questo caso sono dati dichiarati dal produttore. Per i dettagli su sicurezza e valutazioni, ogni modello ha una propria scheda di sistema (system card) pubblicata da Anthropic.

Claude Fable e il livello Mythos
Nel 2026 Anthropic ha introdotto un livello sopra Opus, chiamato Mythos. Il primo modello di questa classe, Claude Mythos Preview, non è disponibile al pubblico: viene usato da un numero ristretto di organizzazioni selezionate nell’ambito del programma Project Glasswing.
La generazione attuale del livello comprende Claude Mythos 5.1 e Claude Fable 5.1. I due condividono lo stesso modello di base, ma Fable include salvaguardie aggiuntive in tre ambiti sensibili: biologia, cybersicurezza e ricerca e sviluppo sui modelli linguistici. Fable 5.1 è quindi la versione del livello Mythos che chiunque può usare, nell’app e via API, al prezzo di 10 $ per milione di token in input e 50 $ in output.
Il livello è diventato accessibile al pubblico il 9 giugno 2026, con il rilascio di Fable 5 e Mythos 5. Il 12 giugno Anthropic ne ha sospeso l’accesso per rispettare un provvedimento di controllo delle esportazioni del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti; l’azienda ha dichiarato pubblicamente di non condividere le motivazioni del provvedimento. I controlli sono stati revocati il 30 giugno e l’accesso è stato ripristinato il 1° luglio 2026. Per i modelli di classe Mythos, Anthropic applica una conservazione dei dati dei clienti di 30 giorni, finalizzata a individuare e contrastare tentativi di aggirare le protezioni.
Capacità di Claude: finestra di contesto, multimodalità e strumenti
Oltre al modello scelto, ciò che Claude può fare dipende da tre elementi: quanta informazione riesce a considerare insieme, quali tipi di contenuto comprende e a quali strumenti può accedere.
Finestra di contesto
La finestra di contesto è la quantità massima di informazioni, misurata in token, che il modello può tenere presente in una singola richiesta: le istruzioni, i documenti allegati, la cronologia della conversazione e la risposta che genera. Più è ampia, più materiale Claude può analizzare insieme.
Fable 5.1, Opus 5.5, Sonnet 5.5 e Haiku 5.5 hanno tutti una finestra di contesto da 1 milione di token. Per dare un ordine di grandezza, questa capacità permette di lavorare su grandi quantità di codice, centinaia di pagine di contratti o lunghi archivi di ricerche. La quantità effettiva di materiale dipende dal formato e dal contenuto dei documenti. Questi valori indicano le capacità dei modelli via API; nell’app, il contesto disponibile dipende anche dal piano e dai limiti del prodotto. platform.claude.com
Un dato spesso confuso è la differenza tra finestra di contesto e lunghezza massima della risposta: la prima comprende le informazioni in ingresso e l’output generato, mentre la seconda indica quanto il modello può scrivere in una volta sola. Per tutti e quattro i modelli, l’output massimo standard via API è di 128.000 token. Una finestra da 1 milione di token, quindi, non equivale alla possibilità di ottenere una risposta altrettanto lunga. platform.claude.com
Multimodalità
Tutti i modelli Claude attuali accettano in input testo e immagini: fotografie, screenshot, grafici, scansioni e PDF con contenuti visivi. Claude può quindi descrivere un’immagine, leggere una tabella fotografata, interpretare un grafico o confrontare le schermate di un’interfaccia.
L’output resta invece testuale. Claude non genera immagini come un modello di diffusione, ma può produrre contenuti visivi in modo indiretto: grafici e diagrammi tramite codice, pagine web, presentazioni e design. Nell’app è disponibile anche una modalità vocale per parlare con Claude a voce, utile in mobilità.
Strumenti e capacità agentiche
La vera differenza rispetto ai primi chatbot sta negli strumenti che Claude può usare:
- Ricerca web, per rispondere con informazioni aggiornate e citare le fonti.
- Esecuzione di codice, per analizzare dati, creare grafici e generare file come documenti, fogli di calcolo e presentazioni.
- Artifact, pagine e piccole applicazioni interattive create in conversazione e condivisibili con un link.
- Progetti, spazi che raccolgono chat, documenti e istruzioni su uno stesso tema.
- Memoria, che consente a Claude di ricordare tra una conversazione e l’altra il contesto rilevante, con controlli a disposizione dell’utente.
- Connettori, che collegano Claude ad app come email, calendari, archivi documentali o strumenti di gestione progetti, basati sullo standard aperto Model Context Protocol (MCP) introdotto da Anthropic.
- Skill e plugin, pacchetti di istruzioni e strumenti che insegnano a Claude procedure specifiche, anche personalizzate per un’azienda.
- Ricerca approfondita (Research), che esplora molte fonti e restituisce un rapporto strutturato.
Combinando questi elementi, Claude può svolgere attività in più passaggi: raccogliere dati da fonti diverse, elaborarli, produrre un documento finale e, se richiesto, programmare la stessa attività su base ricorrente.
App Claude e altri modi per usarlo
Claude è accessibile da più punti, pensati per esigenze diverse: l’uso personale quotidiano, il lavoro in team, lo sviluppo software e l’integrazione in prodotti aziendali.
L’app Claude
Il modo più diretto è l’app Claude, disponibile su browser all’indirizzo claude.ai, come applicazione desktop per Mac e Windows e come app per iOS e Android. Basta un account per iniziare; le conversazioni, i progetti e la memoria si sincronizzano tra i dispositivi. Per registrarsi bisogna trovarsi in uno dei Paesi supportati da Anthropic, tra cui l’Italia, e rispettare il requisito di età minima.
L’interfaccia è in italiano e Claude risponde nella lingua in cui gli si scrive. Dall’app si scelgono il modello, il livello di ragionamento e gli strumenti da attivare, come la ricerca web o i connettori.
Estensioni e integrazioni
Claude è disponibile anche dentro gli strumenti che molte persone usano già:
- Claude in Chrome, un’estensione che permette a Claude di leggere le pagine e agire nel browser, ad esempio compilando moduli o navigando tra più siti.
- Claude for Microsoft 365, che porta Claude in Word, Excel, PowerPoint e Outlook.
- @Claude, un agente che lavora all’interno degli strumenti di collaborazione del team, attualmente su Slack, disponibile sui piani Team ed Enterprise.
Prodotti specializzati
Accanto all’app, Anthropic offre prodotti verticali:
- Claude Code, per lo sviluppo software, descritto nella sezione successiva.
- Claude Science, un ambiente di ricerca per scienziati che gira sulle macchine del laboratorio.
- Claude Security, che individua e corregge vulnerabilità in una base di codice, pensato per i team di sicurezza e disponibile in beta sui piani Enterprise.
A queste si aggiungono offerte confezionate per settori specifici, come servizi finanziari, sanità, pubblica amministrazione e istruzione. Il 30 settembre 2026, per esempio, Anthropic ha annunciato la disponibilità generale di Claude for Government.
API e piattaforme cloud
Sviluppatori e aziende possono integrare i modelli Claude nei propri prodotti tramite l’API di Anthropic (Claude Platform), con prezzi a consumo calcolati sui token. Le stesse API sono disponibili su Amazon Bedrock, Google Cloud e Microsoft Foundry, per chi vuole restare all’interno della propria infrastruttura cloud.
È così che Claude arriva anche in molte applicazioni di terze parti: editor di codice, CRM, piattaforme di assistenza clienti, strumenti di scrittura. In questi casi l’utente usa Claude senza passare da claude.ai, spesso senza nemmeno saperlo.
Per chi sviluppa sono disponibili funzioni che riducono costi e tempi: l’elaborazione in batch con uno sconto del 50% per i carichi non urgenti, il prompt caching per riutilizzare parti di prompt ricorrenti, la ricerca web e l’esecuzione di codice come strumenti a pagamento, e i Managed Agents, API per costruire e distribuire agenti su larga scala.

Claude Code
Claude Code è lo strumento di Anthropic per lo sviluppo software agentico: invece di suggerire singole righe di codice, Claude lavora direttamente sul progetto. Nato come interfaccia a riga di comando che si usa dal terminale, oggi è disponibile anche sul web, nell’app desktop, su mobile e nei principali editor di codice.
In una sessione tipica Claude Code può:
- esplorare la base di codice e capire come è organizzata;
- cercare i file rilevanti, leggerli e modificarli;
- eseguire comandi e test nel terminale per verificare che le modifiche funzionino;
- consultare documentazione e informazioni sul web;
- preparare commit e proposte di modifica da sottoporre allo sviluppatore.
Lo sviluppatore descrive l’obiettivo in linguaggio naturale, ad esempio “aggiungi l’autenticazione a due fattori” o “trova perché questo test fallisce”, e mantiene il controllo: per impostazione predefinita Claude chiede conferma prima delle azioni rilevanti.
Perché è diventato così diffuso
Lanciato a febbraio 2025, Claude Code è diventato in poco tempo uno degli assistenti di programmazione basati sull’AI più usati al mondo. A gennaio 2026 Boris Cherny, il suo creatore, ha dichiarato a WIRED che praticamente tutto il codice di Anthropic veniva scritto con Claude Code, pur riconoscendo che restavano problemi di qualità da gestire. È un dato aziendale, non generalizzabile, ma indica quanto lo strumento sia maturato.
Claude Code è incluso in tutti i piani a pagamento, a partire dal piano Pro, e condivide gli stessi limiti di utilizzo delle chat. Per sessioni di programmazione molto intense si può passare a crediti API a consumo tramite la Console. Il modello predefinito è Opus, ma si può scegliere Sonnet per compiti più rapidi o Fable per i problemi più complessi.
Serve saper programmare?
Non necessariamente per iniziare. Claude Code è usato sia da sviluppatori professionisti su sistemi aziendali complessi, sia da chi crea piccoli strumenti personali descrivendo ciò che vuole, il cosiddetto vibe coding. Per progetti destinati alla produzione, però, una persona con competenze tecniche resta essenziale per rivedere il codice, valutarne la sicurezza e assumersi la responsabilità di ciò che viene pubblicato.
Piani e prezzi di Claude
Claude si può usare gratuitamente, con limiti più stretti, oppure con un abbonamento che sblocca più utilizzo, più modelli e più strumenti. I prezzi ufficiali sono espressi in dollari statunitensi e non includono le imposte applicabili.
Free
0 $Chi vuole provare Claude
- Chat su web, desktop e mobile
- Modelli Sonnet e Haiku
- Ricerca web
- Creazione di file ed esecuzione di codice
- Memoria, connettori, artifact
- Fino a 5 progetti
Pro
20 $ al mese17 $ con piano annuale
Uso professionale quotidiano
- Più utilizzo e accesso a Opus
- Claude Code e Claude Science
- Claude Design, Slides e Docs
- Ricerca approfondita
- Claude in Chrome e per Microsoft 365
- Progetti illimitati
- Fable tramite crediti di utilizzo
Max
da 100 $ al meseChi lavora con Claude tutto il giorno
- 5 o 20 volte l’utilizzo del Pro
- Limiti di output più alti
- Accesso anticipato alle nuove funzioni
- Priorità nelle ore di punta
- Fable fino al 50% dei limiti settimanali
Team
25 $ a postazionepremium 125 $
Team da 2 a 150 persone
- Tutte le funzioni del Pro, con più utilizzo
- @Claude
- Ricerca aziendale
- Fatturazione e amministrazione centralizzate
- Single sign-on
- Nessun addestramento sui contenuti, per impostazione predefinita
Enterprise
20 $ a postazionepiù consumo a tariffe API
Grandi organizzazioni
- Tutto il piano Team
- SCIM e log di audit
- Controllo della conservazione dei dati
- Accessi basati sui ruoli
- Opzione conforme HIPAA
- Claude Security in beta
Prezzi Team con fatturazione mensile: 20 $ per la postazione standard e 100 $ per la premium con fatturazione annuale. Enterprise è fatturato annualmente. Listini e funzionalità cambiano con frequenza: verificare sulla pagina ufficiale dei piani.
Anthropic offre inoltre piani dedicati a università e istituzioni educative, con accesso per studenti e docenti a tariffe agevolate.
Sul piano Max, la variante 20x è stata a lungo proposta a 200 $ al mese; prezzi e condizioni possono cambiare, quindi conviene verificare sempre la pagina ufficiale prima di abbonarsi.
Quale piano scegliere
- Free basta per domande occasionali, testi brevi e per capire se Claude fa al caso proprio.
- Pro è la scelta più equilibrata per freelance e professionisti: sblocca Opus, Claude Code e gli strumenti per documenti e presentazioni.
- Max ha senso se si lavora con Claude per molte ore al giorno, soprattutto con Claude Code o con agenti che girano a lungo.
- Team ed Enterprise servono quando occorrono amministrazione centralizzata, sicurezza e garanzie contrattuali sui dati.
Limiti di utilizzo
Tutti i piani hanno limiti di utilizzo che si azzerano su una finestra mobile di cinque ore; i piani a pagamento prevedono in aggiunta limiti settimanali. L’attività su web, desktop, mobile e Claude Code attinge allo stesso plafond.
Non esiste un numero fisso di messaggi: quanto si può fare dipende dalla lunghezza e dalla complessità delle conversazioni, dal modello scelto e dalle funzioni usate. Un lungo documento analizzato con Opus consuma il limite molto più in fretta di una domanda breve rivolta a Haiku. Come riferimento, il Pro offre almeno cinque volte l’utilizzo del piano gratuito per sessione, mentre Max offre cinque o venti volte quello del Pro.
Quando si raggiunge il limite si può aspettare il reset, passare a un piano superiore oppure, sui piani a pagamento, attivare i crediti di utilizzo per continuare pagando a tariffe API. Lo stato dei consumi è sempre visibile nelle impostazioni, alla voce Utilizzo. Con il lancio di Opus 5.5, Anthropic ha aumentato i limiti per finestra di cinque ore sui piani Pro, Max e Team.
Prezzi API
Per chi integra Claude tramite API, il costo dipende dai token elaborati. Le tariffe standard per milione di token, riportate nella tabella dei modelli, partono da 0,10 $ in input e 0,50 $ in output per Haiku 5.5 e arrivano a 10 $ e 50 $ per Fable 5.1. Per Haiku 5.5, quando il prompt supera 100.000 token, le tariffe salgono a 0,50 $ in input e 2,50 $ in output e si applicano all’intera richiesta. L’elaborazione in batch dimezza i costi di input e output, mentre il prompt caching riduce il prezzo delle informazioni riutilizzate. Sulla Claude API, scegliere l’inferenza esclusivamente negli Stati Uniti comporta un sovrapprezzo del 10% su tutte le categorie di token.

Come usare Claude?
Iniziare con Claude richiede pochi minuti. Usarlo bene richiede invece qualche accorgimento sul modo in cui si formulano le richieste.
Primi passi
- Crea un account su claude.ai oppure scarica l’app Claude dall’App Store, da Google Play o dal sito ufficiale per Mac e Windows. Puoi registrarti con email o con un account Google.
- Imposta le preferenze: lingua, nome con cui vuoi essere chiamato e, se vuoi, indicazioni generali sullo stile delle risposte.
- Scegli il modello dal selettore sotto la casella di testo. Sul piano gratuito sono disponibili Sonnet e Haiku; sui piani a pagamento puoi passare a Opus o Fable per i compiti più impegnativi.
- Attiva gli strumenti utili: ricerca web per informazioni aggiornate, connettori per le app che usi, memoria se vuoi che Claude ricordi il contesto tra le conversazioni.
- Allega materiali trascinandoli nella chat: PDF, documenti, fogli di calcolo, immagini, screenshot.
- Organizza il lavoro in progetti quando un tema richiede più conversazioni, ad esempio un cliente, un corso o una ricerca: documenti e istruzioni del progetto restano disponibili in ogni chat.
Come scrivere prompt efficaci
Il consiglio della stessa Anthropic è parlare a Claude come a un collega competente: in modo naturale, ma con il contesto necessario per fare un buon lavoro.
- Spiega l’obiettivo, non solo il compito. “Riassumi questo report” funziona; “Riassumi questo report in cinque punti per il consiglio di amministrazione, che deve decidere se rinnovare il contratto” funziona molto meglio.
- Indica il pubblico e il formato. Specifica a chi è destinato il testo, la lunghezza, il tono e la forma desiderata: elenco, tabella, email, documento.
- Dai esempi. Un esempio di ciò che vuoi, e magari uno di ciò che non vuoi, vale più di molte istruzioni astratte.
- Separa istruzioni e materiali. Quando incolli testi lunghi, distingui chiaramente dove finiscono le indicazioni e dove inizia il contenuto da elaborare.
- Chiedi di ragionare sui problemi difficili. Per decisioni complesse è utile chiedere a Claude di valutare pro e contro o di considerare più alternative prima di rispondere.
- Itera. La prima risposta raramente è quella definitiva: chiedi di accorciare, approfondire, cambiare tono o correggere un punto preciso.
Affidare un lavoro più lungo
Per attività complesse, come un report con dati da più fonti o una presentazione, è meglio descrivere il risultato finale e lasciare che Claude organizzi i passaggi. Se qualcosa non è chiaro, Claude fa domande prima di procedere; per impostazione predefinita chiede conferma prima di compiere azioni come inviare un messaggio o modificare un file. I documenti e le presentazioni prodotti restano modificabili, condivisibili con un link ed esportabili in PowerPoint o PDF. Un’attività ricorrente, come un report settimanale, può essere programmata perché Claude la svolga in automatico.
Casi d’uso di Claude
I casi d’uso di Claude coprono quasi ogni attività basata su testo, dati e codice. Ecco quelli più comuni, con esempi concreti di richiesta.
Scrittura e comunicazione
Claude è apprezzato per la qualità della scrittura e per la capacità di adattare tono e registro. Si usa per bozze di email e lettere, articoli, testi per il web, post per i social, comunicati, ma anche per rivedere testi già scritti mantenendone la voce. Esempio: “Riscrivi questa email a un cliente insoddisfatto: tono cortese ma fermo, massimo 120 parole, proponi una telefonata.”
Analisi di documenti e dati
Grazie alla finestra di contesto ampia, Claude può leggere contratti, bilanci, verbali, ricerche e fogli di calcolo, estrarre le informazioni chiave, confrontare versioni diverse di un documento e produrre grafici con l’esecuzione di codice. Esempio: “Confronta questi due contratti di fornitura ed evidenzia in una tabella le differenze su durata, penali e recesso.”
Programmazione
Dalla spiegazione di un frammento di codice al refactoring di un intero progetto con Claude Code, la programmazione è uno dei campi in cui Claude è più utilizzato. Aiuta anche chi non programma a creare piccoli strumenti, come un calcolatore o una pagina web interattiva.
Ricerca e studio
Con la ricerca web e la funzione di ricerca approfondita, Claude raccoglie fonti, le sintetizza e cita da dove provengono le informazioni. Per lo studio può fare da tutor: spiegare un concetto a più livelli di difficoltà, creare quiz, verificare la comprensione con domande mirate.
Marketing, SEO e contenuti
Per chi lavora nel marketing, Claude aiuta a strutturare piani editoriali, analizzare la concorrenza, scrivere e ottimizzare contenuti, preparare brief e presentazioni per i clienti. Collegato agli strumenti di analisi tramite connettori, può anche leggere i dati e trasformarli in report.
Lavoro in azienda
Nelle organizzazioni Claude viene usato per l’assistenza clienti, la ricerca nella documentazione interna, la preparazione di report ricorrenti, il supporto a team legali, finanziari e commerciali, fino ad agenti che automatizzano interi flussi di lavoro.
Uso personale
Nella vita quotidiana Claude è utile per pianificare un viaggio, capire una bolletta o un documento burocratico, preparare un colloquio di lavoro, organizzare un progetto personale o semplicemente ragionare su una decisione. Per temi medici, legali o finanziari resta uno strumento di supporto informativo, non un sostituto del parere di un professionista.
Claude vs ChatGPT vs Gemini: le differenze principali
Claude, ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google sono i tre assistenti AI generalisti più diffusi. Tutti offrono un piano gratuito e abbonamenti a pagamento, tutti gestiscono testo, codice e immagini in input, e tutti si aggiornano a ritmi molto rapidi: qualsiasi classifica “definitiva” invecchia in poche settimane. Più utile è capire dove ciascuno tende a distinguersi.
| Aspetto | Claude | ChatGPT | Gemini |
|---|---|---|---|
| Sviluppatore | Anthropic | OpenAI | |
| Punti di forza riconosciuti | Scrittura, programmazione, documenti lunghi, lavoro agentico | Ecosistema ampio, generazione di immagini, voce | Integrazione con i servizi Google, elaborazione nativa di audio e video |
| Generazione di immagini | No: contenuti visivi solo tramite codice e design | Sì | Sì |
| Approccio alla sicurezza | AI costituzionale, con costituzione pubblica | Politiche di sicurezza proprietarie | Principi AI di Google |
Quando preferire Claude
- Quando la qualità e la naturalezza del testo sono decisive, ad esempio per contenuti da pubblicare o comunicazioni delicate.
- Quando si lavora su materiali lunghi: contratti, codice, archivi di documenti.
- Quando serve un agente che porti a termine lavori in più passaggi, dalla programmazione con Claude Code alla preparazione di documenti e presentazioni.
- Quando conta un assistente che segnali dubbi ed errori invece di assecondare sempre l’utente.
Quando valutare un’alternativa
- Se il flusso di lavoro richiede di generare immagini direttamente in chat.
- Se si lavora molto con file audio o video da analizzare in modo nativo.
- Se si è profondamente integrati in un ecosistema specifico, come Google Workspace, e si vuole un assistente nativo di quell’ambiente.
Nella pratica molti professionisti usano più di un assistente, scegliendo di volta in volta quello più adatto al compito. Per una valutazione seria conviene provare gli strumenti sulle proprie attività reali, invece di affidarsi solo ai benchmark pubblicati dai produttori.
Privacy, sicurezza e limiti di Claude
Prima di affidare a Claude informazioni personali o aziendali è utile sapere come vengono trattati i dati e quali sono i limiti dello strumento.
I tuoi dati e l’addestramento
Sui piani individuali (Free, Pro e Max) l’uso delle conversazioni per migliorare i modelli è regolato da un’impostazione che l’utente può disattivare (opt-out) nelle preferenze sulla privacy. Sui piani Team ed Enterprise, invece, Anthropic non addestra i modelli sui contenuti dei clienti per impostazione predefinita. I piani aziendali aggiungono controlli sulla conservazione dei dati, log di audit e, per Enterprise, un’offerta conforme ai requisiti HIPAA.
Per le conversazioni da non conservare nella cronologia è disponibile la chat in incognito. Per i modelli di classe Mythos, come Fable, vale invece la conservazione dei dati per 30 giorni descritta in precedenza.
Sicurezza dei modelli
Anthropic pubblica per ogni modello una scheda di sistema che documenta valutazioni, capacità e rischi, e segue una propria Responsible Scaling Policy, che lega lo sviluppo di modelli più potenti all’adozione di misure di sicurezza proporzionate. Prima del lancio, i modelli più capaci vengono testati anche da organizzazioni esterne. Per Opus 5.5, ad esempio, Anthropic ha dichiarato di aver condotto la più ampia verifica automatica del comportamento mai realizzata, su quasi 2.000 scenari simulati, e di aver coinvolto valutatori indipendenti.
I modelli più recenti includono salvaguardie specifiche per ridurre l’uso improprio in ambiti sensibili come la cybersicurezza. A volte queste protezioni sono percepite come troppo prudenti, un compromesso che la stessa Anthropic riconosce apertamente.
I limiti da conoscere
- Può sbagliare. Come tutti i modelli linguistici, Claude può produrre informazioni inesatte con tono sicuro. Dati, citazioni e fonti vanno verificati, soprattutto quando la posta in gioco è alta.
- Le conoscenze hanno una data limite. Senza la ricerca web attiva, Claude conosce gli eventi solo fino al proprio cutoff, giugno 2026 per i modelli principali.
- Non sostituisce i professionisti. Su salute, diritto e finanza fornisce informazioni utili per orientarsi, non pareri vincolanti.
- I limiti di utilizzo esistono anche a pagamento, e possono farsi sentire nelle sessioni più intense.
- Non genera immagini né elabora video in modo nativo.

