Anche l’amicizia oramai è in vendita.
A dirlo è il report sui trend culturali 2026 di Weber Shandwick, che chiama questo fenomeno: Friends for Sale.
In un’economia in cui anche la connessione ha un modello di business, le app per fare amicizia hanno raccolto 16 milioni di dollari solo quest’anno. E non solo! Sono tornati i members’ club e gli eventi per single a pagamento.
Quando un bisogno umano fondamentale diventa un modello di business, il mercato si divide tra chi trova valore e chi si sente strumentalizzato.
Non resta che scegliere da che parte stare.

Pro: il valore delle friendship app
Molte persone, in particolare dopo i trent’anni, hanno perso i meccanismi naturali attraverso cui le amicizie si formavano: scuola, università, lavoro in ufficio. Il mercato che risponde a questo vuoto offre struttura, contesti e riduzione dell’attrito iniziale. Chi ha trovato amici attraverso una friendship app non ha vissuto un’esperienza meno autentica solo per questo. Ha semplicemente usato uno strumento per avviare qualcosa di reale.
Contro: l’orrore dell’amicizia in vendita
Pagare per accedere a connessioni umane è una prospettiva disturbante.
Il modello a subscription applicato all’amicizia trasforma un bisogno in una dipendenza commerciale: se non rinnovi l’abbonamento, perdi l’accesso alla comunità. Chi lucra su tutto questo è un approfittatore di disgrazie umane.

Una via di mezzo
Vale la pena trovare un punto di contatto tra queste due posizioni. La distinzione da fare non è tra chi fa pagare e chi no, ma tra chi usa il prezzo per filtrare e selezionare una comunità autentica e chi lo usa per massimizzare la dipendenza dell’utente dal prodotto.
I members’ club di qualità usano il prezzo come meccanismo di selezione: chi paga 300 euro all’anno per entrare in una comunità di professionisti sta acquistando l’accesso a persone con un livello simile di investimento nel progetto collettivo. Un’app che ti fa pagare per ogni conversazione sta monetizzando la solitudine senza risolvere nulla.
Dunque né lo strumento né il mercato sono intrinsecamente positivi o negativi. Come sempre, dipende da come lo si usa e da come ci si approccia.
Come comunicano i brand in questo spazio
Qualsiasi brand che opera nell’economia della connessione si trova davanti a una scelta di posizionamento.
La versione che alimenta il contraccolpo parla di connessione come se fosse un problema tecnico da risolvere con il prodotto giusto. Crea urgenza attraverso la solitudine. Promette trasformazioni rapide in un dominio in cui le trasformazioni rapide non esistono.
La versione che costruisce fiducia riconosce i limiti del proprio strumento. Dice cosa può fare e cosa non può fare. Tratta gli utenti come persone adulte che cercano opportunità, non come soggetti vulnerabili da convertire in abbonati. Un brand che entra nell’economia della connessione senza capire la tensione che genera è un brand che non ha capito il proprio mercato.
Un errore di governance che va, a tutti i costi, evitato.
E voi da che parte state?
Nuove Connessioni (FAQ)
Pagare per fare amicizia è davvero diverso dal pagare per un’app di dating?
Il dating a pagamento ha normalizzato l’idea che il prezzo selezioni la qualità degli incontri. Le friendship app usano la stessa logica in un dominio con meno aspettative di risultato rapido e più aspettative di autenticità. Il contraccolpo verso queste app è in parte più forte proprio perché l’amicizia è percepita come qualcosa che non dovrebbe avere prezzo, mentre il dating è già stato metabolizzato come mercato. La tensione non è logica: è culturale. I brand in questo spazio devono gestire aspettative più alte di autenticità di quanto dovrebbero gestirle le app di dating.
I members’ club sono davvero diversi dalle app di amicizia, o sono la stessa cosa per un pubblico più benestante?
Strutturalmente simili, culturalmente diversi. I members’ club vendono accesso a un luogo fisico e a una comunità definita da interessi condivisi, con una storia di interazioni ripetute che le app non possono replicare. Il prezzo alto funziona come selezione reale: chi paga migliaia di euro all’anno per un club si aspetta un’esperienza che giustifichi quel prezzo nel tempo. Le app a basso costo hanno soglie di uscita bassissime, il che riduce l’investimento di entrambe le parti nella relazione. Il modello economico produce comunità con livelli diversi di coesione.
L’epidemia di solitudine è davvero un’opportunità di mercato, o monetizzarla è eticamente problematico?
Le due cose non si escludono. La loneliness economy esiste e risponde a un bisogno reale. La questione etica riguarda il modello specifico: un prodotto che aiuta le persone a costruire relazioni reali e poi rende quelle relazioni indipendenti dal prodotto è eticamente diverso da un prodotto che massimizza la dipendenza dell’utente per aumentare il retention rate. La stessa distinzione vale per qualsiasi prodotto che risponde a un bisogno vulnerabile: farmaci, servizi di salute mentale, prodotti finanziari. Il mercato può rispondere ai bisogni umani fondamentali in modo responsabile o in modo estrattivo. La governance del brand determina quale strada si prende.
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