La doppia materialità è il principio con cui un’impresa stabilisce quali temi di sostenibilità entrano nella propria dichiarazione, valutando due cose: gli effetti che l’impresa produce su persone e ambiente, e gli effetti che i temi di sostenibilità producono sull’impresa. È il punto di partenza della rendicontazione europea, e decide ciò che si dichiara e ciò che si lascia fuori.
Attenzione però a identificare la doppia materialità solo con matrici colorate. Per Bliss, la valutazione è una decisione: e come ogni decisione, richiede anche questa dei criteri fissati fin dal principio, un responsabile e una prova che resti. È lì che l’impresa dichiara che cosa conta davvero per lei, ed è di quella scelta che risponde. Per questo ogni sezione spiega la ragione di ciò che descrive, non solo la regola. Il tema fa parte di un discorso più ampio sull’ESG, di cui è uno dei passaggi operativi più delicati.
La doppia materialità in 3 punti chiave
Due dimensioni, non una
L’impatto che l’impresa produce, e l’effetto finanziario che i temi di sostenibilità hanno su di essa.
Un tema è rilevante se supera la soglia in una dimensione o in entrambe
Dopo l’Omnibus cambia chi è obbligato
L’obbligo riguarda le imprese con più di 1.000 dipendenti e più di 450 milioni di euro di fatturato netto. Gli standard rivisti si applicano dagli esercizi che iniziano il 1° gennaio 2027.
Il metodo non è prescritto, la responsabilità sì
Gli standard non impongono né la matrice né le soglie. Criteri, motivazioni e prove restano in capo a chi amministra l’impresa.
Che cos’è la doppia materialità
A spiegare che cos’è la doppia materialità ci pensano gli standard europei di rendicontazione, che definiscono due dimensioni: la rilevanza d’impatto e la rilevanza finanziaria (Regolamento delegato UE 2023/2772, ESRS 1, paragrafo 37). Un tema come il cambiamento climatico, le condizioni di lavoro o l’uso dell’acqua entra nella dichiarazione se è rilevante da un punto di vista, dall’altro o da entrambi (Accountancy Europe). La parola “doppia” non indica quindi due analisi da sommare, ma due sguardi da usare per decidere che cosa rendicontare.
La ragione sta nella funzione della dichiarazione. Il bilancio finanziario serve a chi investe nell’impresa; la dichiarazione di sostenibilità serve anche a chi subisce le conseguenze di ciò che l’impresa fa. Con il solo sguardo finanziario, un danno causato dall’impresa potrebbe restare taciuto perché non incide sui suoi conti. Con il solo sguardo sull’impatto, resterebbe fuori un rischio, come un’alluvione che ferma lo stabilimento, che non dipende da ciò che l’impresa produce nel mondo.
Le due dimensioni: impatto e finanziaria
Le due dimensioni della doppia materialità rispondono a due domande diverse. La rilevanza d’impatto, detta anche inside-out, chiede che cosa l’impresa produce nel mondo: impatti positivi o negativi, effettivi o potenziali, su persone o ambiente, a breve, medio o lungo termine (ESRS rivisti, punto 39). La rilevanza finanziaria, detta anche outside-in, chiede che cosa il mondo produce sull’impresa: rischi e opportunità che incidono, o che si può ragionevolmente prevedere incidano, sullo sviluppo, sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico, sui flussi di cassa, sull’accesso ai finanziamenti o sul costo del capitale (punto 47).
Le due dimensioni della valutazione
Rilevanza d’impatto
Che cosa produce l’impresa su persone e ambiente?
Come si valuta
Impatti negativi effettivi: gravità, data da entità, portata e carattere irrimediabile.
Impatti potenziali: gravità e probabilità.
Impatti positivi: valutati singolarmente, senza compensazione con quelli negativi.
Rilevanza finanziaria
Che cosa producono i temi di sostenibilità sull’impresa?
Come si valuta
Entità potenziale degli effetti finanziari, combinata con la loro probabilità.
Fonte dei criteri: ESRS rivisti, punti 40, 44 e 50, e RA 22.
Doppia materialità in inglese e termini collegati
Doppia materialità in inglese si dice double materiality, e la valutazione che la applica è il double materiality assessment. Nella versione italiana degli standard compare anche l’espressione doppia rilevanza. La materialità, da sola, viene dall’informativa finanziaria: un’informazione è rilevante se la sua omissione potrebbe influenzare le decisioni dei principali destinatari (ESRS 1, paragrafo 48). La doppia materialità porta lo stesso ragionamento fuori dai conti, fino a chi vive gli effetti dell’attività.
Perché la doppia materialità riguarda chi governa l’impresa
La doppia materialità ESG è la scelta che stabilisce il perimetro di ciò che l’impresa dichiara, e di quella dichiarazione rispondono gli organi aziendali: gli amministratori redigono, il collegio sindacale vigila, il revisore della sostenibilità attesta (Fiscal Focus). Dopo l’Omnibus l’attestazione richiesta è l’assurance limitata, perché la direttiva ha eliminato il passaggio a quella ragionevole (Direttiva UE 2026/470).
Se un tema viene escluso, qualcuno deve poter spiegare perché; se viene incluso, deve poter mostrare su quali elementi. La valutazione di doppia materialità somiglia a un’analisi del rischio e conviene tenerla nello stesso quadro del risk management: gravità e probabilità sono i criteri di entrambe, e la differenza sta nella domanda, che qui riguarda anche ciò che l’impresa fa agli altri. Come ogni altra decisione di assetto, richiede la regia della governance aziendale, insieme a strumenti collegati come la compliance aziendale e il codice etico.
Per il Consiglio di Amministrazione la doppia materialità si traduce in tre cose da pretendere: i criteri e le soglie approvati prima di vedere i risultati, l’indicazione di chi ha valutato e con quali evidenze, la motivazione dei temi esclusi.
Un esempio di valutazione
Esempio didattico. La soglia adottata: un tema è rilevante quando la valutazione raggiunge almeno il livello medio.
| Tema | Impatto | Finanziaria | Esito |
|---|---|---|---|
| Emissioni di gas serra degli stabilimenti | Alto | Medio | Rilevante su entrambe le dimensioni |
| Consumo d’acqua in un sito in area senza stress idrico | Basso | Basso | Non rilevante, con motivazione scritta |
| Allagamento dell’impianto principale | Basso | Alto | Rilevante solo per la dimensione finanziaria |
| Formazione dei lavoratori | Medio | Basso | Rilevante solo per l’impatto |
Altosupera la soglia Mediola raggiunge Bassoresta sotto
Le due colonne centrali sono indipendenti: basta che una delle due raggiunga la soglia perché il tema entri nella dichiarazione.
La tabella è un criterio di lavoro proposto, non un obbligo di legge.
Doppia materialità e CSRD: chi deve farla e da quando
Doppia materialità e CSRD sono legate perché la direttiva impone di rendicontare i temi rilevanti e gli standard ESRS dicono come stabilirlo. Il perimetro dell’obbligo di doppia materialità è però cambiato: la Direttiva (UE) 2026/470, il cosiddetto Omnibus I, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 26 febbraio 2026 ed è entrata in vigore il 18 marzo 2026. Per un’impresa la domanda pratica è se rientra ancora nell’obbligo, e da quando.
Chi decide che cosa, e che cosa resta agli atti
| Decisione | Chi ne risponde | Prova che resta |
|---|---|---|
| Perimetro, criteri e soglie | Amministratori | Delibera o verbale, datato prima della valutazione |
| Individuazione e valutazione di impatti, rischi e opportunità | Funzione sostenibilità, con le funzioni coinvolte | Schede di valutazione con le evidenze usate |
| Temi esclusi | Amministratori | Motivazione scritta per ciascun tema |
| Descrizione del processo nella dichiarazione | Amministratori | Testo coerente con il requisito IRO 1 degli ESRS |
La prima riga è quella che regge tutte le altre: se criteri e soglie non sono deliberati prima, l’esito della valutazione diventa impossibile da difendere.
Il calendario per l’Italia dipende dal decreto di recepimento: finché non è adottato, restano valide le regole nazionali vigenti e va verificata la scelta sull’esenzione per gli esercizi 2025 e 2026.
La doppia materialità negli ESRS rivisti
La doppia materialità negli ESRS resta il principio centrale, ma la versione rivista cambia il modo di applicarla. Il Regolamento delegato (UE) 2026/1563 è stato adottato il 3 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 settembre 2026 ed entra in vigore il 10 novembre 2026. Si applica agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027, con possibilità di usare la versione rivista già per il 2026 (Crowe). I dati richiesti obbligatoriamente calano del 61% (Fisco e Tasse).
Sulla valutazione della doppia materialità, il testo introduce un approccio dall’alto verso il basso: la rilevanza può essere stabilita a livello di tema, partendo dalla strategia, dal modello di business, dai settori, dalle aree geografiche e dalla catena del valore, senza scendere per forza ai singoli impatti (punti 27 e 28). L’impresa usa informazioni ragionevoli e dimostrabili disponibili alla data di riferimento, senza costi o sforzi indebiti, e un’analisi qualitativa può bastare: non è richiesto un punteggio quantitativo (punto 32, RA 13). La ragione è pratica. Chi ha un perimetro ampio non deve dimostrare di aver esplorato ogni angolo, deve dimostrare di aver ragionato sui temi che contano e di averlo documentato.
Per le imprese sotto soglia
Chi non rientra nelle soglie non ha l’obbligo, ma può ricevere richieste dai clienti grandi che sì lo hanno. L’Omnibus lo prevede: le imprese con non più di 1.000 dipendenti nella catena del valore possono rifiutare informazioni che vadano oltre lo standard volontario, e in attesa dello standard volontario della Commissione possono limitarsi alle informazioni della raccomandazione (UE) 2025/1710 e dello standard VSME di EFRAG (Direttiva UE 2026/470; Diritto Bancario). Una valutazione di materialità fatta in proporzione, per quanto semplice, aiuta a rispondere con ordine a chi chiede.
Come fare un’analisi di materialità: il processo in cinque passaggi
Come fare un’analisi di doppia materialità non è prescritto passo per passo: gli ESRS non impongono un processo preciso, e la guida EFRAG IG 1, non vincolante e pubblicata nel giugno 2024, propone fasi illustrative, cioè comprensione del contesto, individuazione degli impatti, rischi e opportunità, valutazione e rendicontazione (Ropes & Gray; Accountancy Europe). Il metodo che segue è un ordine di lavoro coerente con quelle fasi.
- Definire il perimetro. La valutazione copre le attività dell’impresa e la catena del valore, a monte e a valle (Ropes & Gray). Restare dentro i confini dell’azienda significa non vedere dove nascono molti impatti.
- Elencare impatti, rischi e opportunità. In generale si parte dagli impatti e si controllano poi i rischi e le opportunità non collegati a essi, come i rischi fisici (ESRS rivisti, punto 36). L’elenco dei temi degli ESRS è un buon punto di partenza.
- Valutare ciascun elemento con criteri fissati prima: gravità e probabilità per gli impatti, entità e probabilità per i rischi e le opportunità, su tre orizzonti. Il breve periodo è la durata dell’esercizio, il medio arriva fino a cinque anni dopo, il lungo supera i cinque anni (punto 79).
- Applicare le soglie e decidere quali temi sono rilevanti, motivando anche quelli esclusi.
- Documentare e far approvare. La dichiarazione descrive il processo con cui impatti, rischi e opportunità sono stati individuati e valutati (requisito IRO-1 dell’ESRS 2, Accountancy Europe).
La soglia di materialità
La soglia di materialità è il punto in cui un tema diventa abbastanza importante da entrare nella dichiarazione, e gli standard non la fissano: chiedono di usare soglie quantitative e/o qualitative appropriate, lasciando all’impresa di stabilirle (ESRS 1, paragrafi 36 e 42; ESRS rivisti, punto 37). Nei testi consultati non compare alcun valore numerico. La ragione per cui conta è che nella doppia materialità la soglia decide l’esito: se la si fissa dopo aver visto i risultati, la matrice diventa la fotografia di una scelta già fatta. Fissarla prima e farla approvare è ciò che rende il risultato difendibile.
Il dialogo con i portatori di interessi
Il dialogo con i portatori di interessi alimenta la valutazione della doppia materialità, perché porta evidenze su impatti effettivi e potenziali. Nell’ambito del dovere di diligenza, i suoi risultati sono un contributo fondamentale (ESRS rivisti, punto 42) e non richiedono un processo separato: il contributo può essere chiesto direttamente ai portatori di interessi o ai loro rappresentanti. I rappresentanti dei lavoratori vanno informati e consultati (RA 24 e 25).
Che cosa deve risultare nella dichiarazione
Il risultato della valutazione non resta un file interno. La dichiarazione descrive il processo con cui impatti, rischi e opportunità rilevanti sono stati individuati e valutati (ESRS 2, IRO-1), spiega come interagiscono con la strategia e il modello di business (SBM-3) e indica i requisiti degli standard coperti dai temi rilevanti (IRO-2) (Ropes & Gray). La ragione è la trasparenza verso chi legge: deve poter capire non solo che cosa è stato rendicontato, ma con quale logica è stato scelto.
Matrice di doppia materialità: a cosa serve e un esempio
La matrice di doppia materialità è un grafico a due assi, la rilevanza d’impatto e la rilevanza finanziaria, in cui ogni tema occupa una posizione. Serve a mostrare l’esito e a discuterlo in Consiglio, non a produrlo: gli standard chiedono di descrivere il processo e di indicare i temi rilevanti, e un’analisi qualitativa può bastare (ESRS rivisti, RA 13). Un tema che supera la soglia su un solo asse è comunque rilevante, e una matrice con soli punti senza motivazione non spiega nulla a chi legge.
Un esempio di doppia materialità
Un esempio di doppia materialità, inventato per spiegare il meccanismo e non riferito a un caso reale: un’impresa manifatturiera ha stabilito, per la sua analisi di doppia materialità e con approvazione del Consiglio, che un tema è rilevante quando la valutazione raggiunge almeno il livello medio.
La situazione dopo l’Omnibus
Chi rientra ancora nell’obbligo, e da quando.
Soglie
Più di 1.000 dipendenti medi e più di 450 milioni di euro di fatturato netto, entrambe da superare. Direttiva UE 2026/470, articolo 19 bis della Direttiva 2013/34/UE
Imprese extra UE
Contano il fatturato generato nell’Unione e quello di controllate e succursali. Fisco e Tasse, CMS
PMI quotate
Escono di fatto dall’obbligo, perché le soglie sono superiori a quelle di una PMI.
Primo esercizio per le imprese non ancora soggette
Esercizi che iniziano il 1° gennaio 2027.
Imprese che hanno già rendicontato
Gli Stati membri possono esentare per gli esercizi 2025 e 2026 quelle che le nuove soglie escludono.
Assurance
Solo limitata. I principi di assurance limitata dovranno essere adottati entro il 1° luglio 2027.
Recepimento in Italia
Il decreto legislativo 125/2024 va modificato entro marzo 2027.
I livelli sono quelli scelti dall’impresa dell’esempio, non una scala prevista dagli ESRS. Il caso utile è il secondo: un tema escluso, con la motivazione scritta, è esattamente ciò che si chiederà di ripercorrere a chi amministra, a chi vigila e a chi attesta.
Doppia materialità e errori più comuni
Quattro errori si ripetono nelle valutazioni di doppia materialità, e ciascuno ha una ragione.
- Fissare le soglie dopo aver visto i risultati: l’esito diventa una scelta camuffata da metodo.
- Fermarsi a una sola dimensione: guardare solo i rischi finanziari o solo gli impatti restituisce una valutazione a metà, e non è più doppia materialità.
- Dimenticare la catena del valore: molti impatti nascono a monte e a valle, e la valutazione la include (Ropes & Gray).
- Non documentare le esclusioni: un tema fuori senza una motivazione scritta non si difende davanti a chi vigila e a chi attesta.
Domande frequenti
Che cos’è la doppia materialità?
È il principio con cui un’impresa decide quali temi di sostenibilità rendicontare, considerando due dimensioni: gli impatti che produce su persone e ambiente e i rischi e le opportunità che i temi di sostenibilità generano sulla sua situazione finanziaria. Un tema è rilevante se supera la soglia in una dimensione o in entrambe.
Quali sono le due dimensioni della doppia materialità?
Sono la rilevanza d’impatto e la rilevanza finanziaria. La prima riguarda gli effetti dell’impresa su persone e ambiente, positivi o negativi, effettivi o potenziali. La seconda riguarda gli effetti dei temi di sostenibilità su sviluppo, risultato, flussi di cassa e costo del capitale dell’impresa.
Che cosa significano inside-out e outside-in?
Inside-out è la prospettiva dell’impatto, cioè ciò che l’impresa produce verso l’esterno. Outside-in è la prospettiva finanziaria, cioè ciò che i temi di sostenibilità producono sull’impresa. Sono due modi di chiamare le due dimensioni della doppia materialità, e una valutazione completa le usa entrambe.
Chi deve fare l’analisi di doppia materialità?
Dopo l’Omnibus rientrano nell’obbligo di rendicontazione le imprese con più di 1.000 dipendenti medi e più di 450 milioni di euro di fatturato netto. Per le imprese non ancora soggette il primo esercizio è quello che inizia il 1° gennaio 2027. Per l’Italia occorre attendere il decreto di recepimento.
Come si fa un’analisi di doppia materialità?
Si definisce il perimetro, compresa la catena del valore, si elencano impatti, rischi e opportunità, si valutano con criteri fissati prima, si applicano le soglie e si documentano le scelte, comprese le esclusioni. Gli ESRS non prescrivono una sequenza obbligatoria: la guida EFRAG IG 1 propone fasi illustrative.
Qual è la soglia di materialità?
Non esiste un valore fisso. Gli standard chiedono di usare soglie quantitative e/o qualitative appropriate e lasciano all’impresa di definirle. Conviene fissarle e farle approvare prima di valutare i temi, così l’esito non può essere accusato di essere stato scelto a posteriori.
A cosa serve la matrice di doppia materialità?
Serve a rappresentare l’esito della valutazione, con la rilevanza d’impatto su un asse e quella finanziaria sull’altro, e a discuterlo con chi decide. Non è obbligatoria come grafico: gli standard chiedono di descrivere il processo e i temi rilevanti, e un’analisi qualitativa può bastare.
La doppia materialità è obbligatoria per le PMI?
Non per le PMI sotto le soglie della CSRD. Le imprese con non più di 1.000 dipendenti nella catena del valore possono limitare le informazioni da fornire ai clienti soggetti all’obbligo a quelle dello standard volontario. Una valutazione proporzionata resta utile per rispondere con ordine a chi le chiede dati.
La doppia materialità riguarda anche la catena del valore?
Sì. La valutazione di doppia materialità copre le attività proprie dell’impresa e la catena del valore, a monte e a valle. Molti impatti e rischi nascono fuori dai confini dell’azienda, e limitarsi ai propri stabilimenti produce una valutazione incompleta, che poi è difficile difendere davanti a chi vigila e attesta.
Fonti e riferimenti
- Commissione europea, Regolamento delegato (UE) 2023/2772 (ESRS), testo italiano
- Commissione europea, Regolamento delegato (UE) 2026/1563 che modifica il Regolamento delegato (UE) 2023/2772, 3 luglio 2026
- Parlamento europeo e Consiglio, Direttiva (UE) 2026/470 del 24 febbraio 2026
- Crowe Bompani, Regolamento Delegato (UE) 2026/1563 - ESRS
- Fisco e Tasse, Rendicontazione ESG, la Commissione europea adotta la razionalizzazione degli ESRS, 13 luglio 2026
- CMS, ESG news as of 18 March: Omnibus I reduces thresholds and obligations for undertakings
- Diritto Bancario, In GU UE il pacchetto Omnibus I: le modifiche a CSRD e CSDDD
- Ropes & Gray, EU Corporate Sustainability Reporting Directive Materiality Assessment Guidance Finalized, 11 giugno 2024
- Accountancy Europe, ESRS Perspectives: Materiality Assessment, giugno 2024
- Fiscal Focus, Rendiconto di sostenibilità: chi redige, chi vigila e chi attesta

