Brand Governance

Codice etico aziendale: cos’è, cosa contiene e come si scrive

Codice etico aziendale: che cos’è e a cosa serve davvero in un’impresa? In questa guida scopriamo cos’è il codice etico aziendale, cosa contiene, se è obbligatorio e come si scrive passo dopo passo. Vedremo inoltre la differenza con il codice di condotta e con il modello 231, come funzionano segnalazioni e sanzioni e un esempio di struttura con formulazioni pronte da adattare.

team che cammina nelle neve in ordine, a simboleggiare il codice etico aziendale; copertina del magazine digitale di Bliss

Il codice etico aziendale è il documento in cui un’impresa scrive i principi e le regole di comportamento che pretende da chi lavora per lei: amministratori, dipendenti, collaboratori, fornitori. Dice cosa l’azienda considera corretto, cosa vieta e a chi rivolgersi quando una regola non è chiara o viene violata.

Un codice etico aziendale funziona quando entra nelle decisioni di ogni giorno e non è solo di facciata, stabilendo (tanto per fare alcuni esempi) come si sceglie un fornitore, come si gestisce un regalo, cosa si fa quando si scopre un’irregolarità. Per un CEO o un consiglio di amministrazione, è uno strumento di governance: uno dei punti in cui la componente di governo della strategia ESG smette di essere una dichiarazione e diventa verificabile.

Il codice etico aziendale in 3 punti chiave

1

Non è obbligatorio in via generale, ma spesso serve

Nessuna norma impone a ogni impresa di adottarlo. Diventa però il perno del modello 231 e il luogo naturale in cui descrivere il canale di segnalazione.

2

Per funzionare ha quattro componenti

Mancandone una, il testo resta una dichiarazione di intenti.

  • Principi chiari
  • Regole per situazioni reali
  • Un canale per segnalare
  • Conseguenze definite
3

Se resta sulla carta, perde credibilità

Quando i comportamenti smentiscono il testo, il codice etico diventa la prova di una distanza tra ciò che si dichiara e ciò che si fa.

Codice etico aziendale: cos’è e che valore ha

Per capire cos’è il codice etico non basta una definizione di una riga. Il codice etico aziendale è un documento approvato dal vertice dell’azienda che fissa i valori di riferimento, le regole di condotta per le situazioni in cui quei valori sono messi alla prova e i meccanismi con cui le regole vengono fatte rispettare. Una definizione corretta del codice etico comprende quindi tre elementi: principi, comportamenti attesi, attuazione.

Il suo valore dipende da come viene adottato. Un codice etico aziendale approvato dall’organo amministrativo, comunicato a chi lavora in azienda e richiamato nei contratti con i terzi può diventare il riferimento per contestare comportamenti scorretti. Un file dimenticato in una cartella condivisa non lo è. Il codice etico aziendale non sostituisce la legge né i contratti collettivi: li presuppone e li rende leggibili in ciò che riguarda quella specifica organizzazione.

Si applica a chi opera in nome o per conto dell’azienda: organi sociali, dirigenti, dipendenti, collaboratori e, quando le clausole contrattuali lo prevedono, fornitori e consulenti.

A cosa serve il codice etico aziendale

Il codice etico di un’impresa svolge quattro funzioni, che emergono bene se lo si legge come un documento di decisione e non di rappresentanza.

  • Rende esplicite le regole. Ciò che in molte aziende si trasmette a voce, come i limiti ai regali o le regole sui rapporti con la pubblica amministrazione, viene scritto e diventa uguale per tutti.
  • Guida le scelte nei casi dubbi. Chi deve decidere trova un criterio a cui appoggiarsi, e chi deve controllare trova un parametro con cui valutare.
  • Documenta l’impegno dell’azienda. In caso di contestazione, mostra che le regole esistevano, erano note e prevedevano conseguenze.
  • Costruisce fiducia verso l’esterno. Clienti, fornitori e candidati leggono il codice per capire con chi hanno a che fare, e la coerenza tra ciò che è scritto e ciò che l’azienda fa pesa sulla sua reputazione.

Il codice etico aziendale è obbligatorio?

Molti domandano se il codice etico aziendale è obbligatorio oppure no. Rispondiamo in due parti.

In via generale, no: non esiste una norma che imponga a ogni impresa di adottare un codice etico. Esistono però tre situazioni in cui, nella pratica, diventa difficile farne a meno.

  • Modello 231. Il decreto legislativo 231/2001 elenca gli elementi che il modello di organizzazione, gestione e controllo deve avere e non usa l’espressione “codice etico”. È la prassi a collocarlo nel modello: le Linee guida di Confindustria dedicano un capitolo a “Codice etico o di comportamento e sistema disciplinare” (Confindustria, Linee guida 231, giugno 2021). Per questo il codice etico obbligatorio è, di fatto, una condizione per un modello 231 credibile (ne abbiamo parlato in questo articolo che spiega cos’è il modello 231 e cosa comprende).
  • Segnalazioni. Il decreto legislativo 24/2023 impone un canale interno di segnalazione alle imprese che hanno in media almeno 50 lavoratori subordinati, a quelle che operano in alcuni settori e a quelle che adottano il modello 231, anche sotto i 50 dipendenti (ANAC, Whistleblowing). Il codice etico aziendale è il luogo in cui questo canale si presenta ai destinatari.
  • Richieste dei clienti. Gruppi e grandi committenti chiedono sempre più spesso ai fornitori di dichiarare di conoscere e rispettare un codice etico, il proprio o quello del fornitore.

Codice etico, codice di condotta e modello 231: le differenze

Nell’uso comune i termini si sovrappongono, e anche per questo la domanda sulla differenza tra codice etico e codice di condotta è tra le più frequenti. La distinzione utile è per funzione.

Quattro documenti, quattro domande diverse

DocumentoChe cosa faEsempio di domanda a cui risponde
Codice eticoDichiara i principi e i valori dell’aziendaCosa consideriamo corretto?
Codice di condottaTraduce i principi in comportamenti attesi in situazioni specifichePosso accettare questo regalo? Come uso i social a nome dell’azienda?
Modello 231Organizza controlli, procedure e responsabilità per prevenire i reatiChi controlla, con quali strumenti, e chi risponde?
Codice disciplinareStabilisce infrazioni, sanzioni e proceduraCosa succede se la regola viene violata?

I quattro documenti si leggono in sequenza: il primo dice che cosa conta, il secondo come ci si comporta, il terzo chi verifica e il quarto che cosa accade quando la regola non viene rispettata.

Il codice etico aziendale dice come ci si comporta, il modello 231 organizza i controlli che rendono vero ciò che il codice dichiara. In molte aziende più piccole i primi due documenti coincidono in un unico testo; l’importante è che le funzioni siano coperte e che il testo non si fermi ai principi. Le regole di comportamento operative, quelle che si applicano nella giornata di lavoro, hanno un approfondimento autonomo sul codice di condotta.

Cosa contiene un codice etico aziendale

I principi etici variano da azienda ad azienda, ma alcuni ricorrono spesso: legalità, correttezza, trasparenza, riservatezza, rispetto della persona e pari opportunità, imparzialità, tutela della salute e della sicurezza, tutela dell’ambiente. Elencarli non basta. Un principio entra nel codice quando è accompagnato da una regola che si può applicare e da un caso che ne mostra il significato. Per scegliere e declinare i valori del codice etico serve un lavoro dedicato, a cui è riservato l’approfondimento sui principi etici.

Il testo deve poi coprire le aree in cui l’azienda è davvero esposta. Le principali sono:

  • Rapporti con le persone: assunzioni, valutazione, molestie, discriminazioni, sicurezza sul lavoro.
  • Rapporti con clienti, fornitori e pubblica amministrazione: selezione dei fornitori, regali e ospitalità, tracciabilità dei pagamenti, relazioni con le istituzioni.
  • Conflitti di interesse: come si comunicano e chi decide, tema che va regolato con una soglia chiara e una procedura di astensione dalla decisione.
  • Informazioni e dati: riservatezza, uso degli strumenti aziendali e protezione dei dati personali, che la guida sul Digital Trust e la data ethics affronta come leva di fiducia verso gli stakeholder.
  • Strumenti digitali e intelligenza artificiale: cosa si può caricare, con quali tool, sotto la responsabilità di chi. Ne tratta la guida alla AI policy aziendale, con cui il codice etico aziendale deve essere coerente.
  • Segnalazioni, violazioni e sanzioni: le trattiamo più avanti, in due sezioni dedicate.

Esempio di struttura di un codice etico aziendale

Il facsimile di codice etico aziendale più utile non è un testo da copiare, ma un’impalcatura con formulazioni da adattare. La tabella segue l’ordine in cui le sezioni compaiono di solito; la colonna centrale indica cosa ciascuna parte deve chiarire, quella di destra propone una formulazione di esempio.

Le undici sezioni di un codice etico

Per ciascuna, che cosa deve chiarire e una formulazione di esempio da adattare.

Premessa e mission

a cosa serve il codice e a quale scopo dell’azienda risponde

«Questo codice definisce i principi a cui si ispira l’attività di [Azienda] e le regole che tutti i destinatari sono tenuti a rispettare.»

Destinatari

chi è vincolato

«Il codice si applica ad amministratori, dipendenti, collaboratori e a chiunque agisca in nome o per conto dell’azienda.»

Principi generali

i criteri con cui si decide

«Ogni decisione è presa nel rispetto della legge, con correttezza verso le controparti e in modo da poter essere spiegata e documentata.»

Rapporti con le persone

cosa non è tollerato

«L’azienda non tollera discriminazioni, molestie né comportamenti intimidatori.»

Clienti e fornitori

come si scelgono e si trattano

«I fornitori sono scelti con criteri oggettivi di qualità, prezzo e affidabilità; nessun vantaggio personale può influenzare la scelta.»

Pubblica amministrazione

chi può rappresentare l’azienda e come

«I rapporti con le istituzioni sono tenuti solo da persone autorizzate, in forma tracciabile e trasparente.»

Conflitti di interesse e regali

cosa si comunica e a chi

«Chi si trova in una situazione di possibile conflitto lo comunica al proprio responsabile prima di decidere. Sono ammessi solo regali di modico valore e non finalizzati a ottenere un vantaggio.»

Riservatezza e dati

cosa si può usare e con quali strumenti

«Le informazioni aziendali e i dati personali sono usati solo per finalità di lavoro e con gli strumenti autorizzati.»

Segnalazioni

dove e come si segnala

«Chi sospetta una violazione può segnalarla attraverso il canale indicato, con tutela della riservatezza e divieto di ritorsioni.»

Violazioni e sanzioni

quali conseguenze

«La violazione del codice può comportare provvedimenti disciplinari secondo la legge e il contratto collettivo applicato e, per i terzi, la risoluzione del rapporto.»

Diffusione e aggiornamento

chi lo comunica e ogni quanto si rivede

«Il codice è pubblicato, consegnato a chi entra in azienda e rivisto periodicamente dal consiglio di amministrazione.»

Le formulazioni sono esempi da adattare alla singola impresa: un codice copiato senza riferimento ai processi reali è esattamente il documento che perde credibilità alla prima verifica.

Le formulazioni sono un punto di partenza. Vanno adattate all’attività, al contratto collettivo applicato e, se l’azienda ha un modello 231, al resto della documentazione, con la verifica di un legale.

Come si scrive un codice etico aziendale in 7 passi

Il metodo con cui si fa un codice etico aziendale conta quanto il testo, perché un documento calato dall’alto raramente viene usato.

  1. Partire da mission e valori. Senza uno scopo chiaro il codice etico aziendale resta generico. Se manca, conviene prima capire come scrivere la mission aziendale.
  2. Mappare i casi reali. Interviste a responsabili di funzione, situazioni già accadute, richieste ricevute da clienti e fornitori: il codice etico aziendale deve rispondere a dilemmi che l’azienda vive davvero.
  3. Scegliere il linguaggio. Frasi brevi, verbi chiari, esempi riconoscibili. Un codice etico aziendale che richiede un avvocato per essere capito non sarà letto da chi lavora.
  4. Definire destinatari, segnalazioni e conseguenze. Chi è vincolato, a chi ci si rivolge, cosa succede in caso di violazione.
  5. Far verificare il testo. Diritto del lavoro, 231 e privacy richiedono una lettura legale prima dell’approvazione.
  6. Approvare. Il codice etico aziendale è adottato dall’organo amministrativo: l’approvazione del vertice è parte del suo valore.
  7. Diffondere e formare. Pubblicazione, consegna a chi entra, formazione periodica e inserimento nei percorsi di inserimento delle nuove persone, come quelli descritti nella guida all’onboarding.

Chi redige il codice etico aziendale e chi lo approva

Chi redige il codice etico ha una responsabilità, prima ancora di un lavoro da svolgere. La stesura richiede competenze diverse: legale e compliance per le norme, risorse umane per le regole sul lavoro, funzioni operative per i casi reali, e chi governa il brand e la reputazione per la coerenza con ciò che l’azienda dichiara all’esterno. Spesso si lavora con un consulente che coordina il processo.

L’approvazione spetta all’organo amministrativo, perché è il vertice a impegnarsi sul testo. In alcune aziende un comitato etico aziendale, composto da poche persone con ruoli diversi, interpreta il codice etico aziendale nei casi dubbi, raccoglie le segnalazioni e propone gli aggiornamenti. Dove esiste un modello 231, i compiti si coordinano con quelli dell’Organismo di Vigilanza, che va tenuto distinto: il comitato etico interpreta il codice, l’Organismo di Vigilanza vigila sul modello.

Segnalazioni e whistleblowing nel codice etico aziendale

Un codice etico aziendale che vieta comportamenti scorretti senza indicare dove segnalarli si ferma a metà. La sezione sulle segnalazioni deve dire a chi ci si rivolge, con quali garanzie di riservatezza e con quale protezione contro le ritorsioni.

Per le imprese soggette al decreto legislativo 24/2023 il canale interno è un obbligo, non una scelta di stile (ANAC, Whistleblowing). Il codice etico aziendale può rimandare alla procedura che descrive il canale, senza duplicarla. Gestore del canale, modalità di segnalazione e tutele stanno nella procedura dedicata, che il codice richiama.

Violazione del codice etico aziendale: sanzioni e procedura

Una regola senza conseguenze non è una regola. La violazione del codice etico aziendale può portare a provvedimenti disciplinari verso i lavoratori e, per i terzi, a conseguenze contrattuali, in genere previste da clausole che richiamano il codice.

Per i lavoratori contano i limiti dell’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori: le norme disciplinari devono essere portate a conoscenza di tutti mediante affissione, la sanzione non può essere applicata senza aver contestato l’addebito e senza aver dato al lavoratore la possibilità di difendersi, e le sanzioni più gravi del rimprovero verbale non possono avere effetto prima di cinque giorni dalla contestazione scritta (Statuto dei lavoratori, art. 7). Il codice etico aziendale, da solo, non crea sanzioni: rimanda a un sistema disciplinare che rispetti queste regole e il contratto collettivo applicato. Nel modello 231 il sistema disciplinare è uno degli elementi richiesti dal decreto (D.Lgs. 231/2001, art. 6 e 7).

Il percorso, dalla segnalazione alla contestazione fino alla sanzione, va descritto in una procedura scritta richiamata dal codice.

Come far funzionare il codice etico: dal documento ai comportamenti

Un codice etico aziendale ben scritto può comunque restare inutilizzato. La differenza si vede nella capacità di tradurre i principi in criteri di decisione: chi si trova davanti a una situazione concreta deve sapere cosa la regola prevede, chi decide e a chi può rivolgersi.

SituazioneCosa deve dire il codiceChi decide o dove si segnala
Un fornitore offre un regalo di valore elevato Soglia, obbligo di rifiutare o dichiarare Responsabile diretto, registro dei regali
Un dirigente propone un ruolo a un familiare Comunicazione preventiva del conflitto e astensione dalla decisione Organo amministrativo o comitato etico
Un collaboratore carica dati dei clienti in uno strumento di intelligenza artificiale non autorizzato Strumenti ammessi e divieto di uso di dati riservati su servizi esterni Responsabile della funzione e referente privacy
Qualcuno nota un’irregolarità nei conti Dovere di segnalare e garanzie di riservatezza Canale di segnalazione

La terza colonna è quella che distingue un codice applicabile da una dichiarazione di principi: senza un nome o un canale, la regola non ha un luogo in cui essere esercitata.

La stessa logica, portata a livello di consiglio di amministrazione, è il tema della business ethics: come trasformare l’etica aziendale in criteri con cui si prendono le decisioni strategiche. Qui conviene fermarsi a cinque domande di controllo, utili a capire se il codice etico aziendale vive o è solo un documento.

  1. Chi lavora in azienda sa dove trovare il codice etico aziendale e lo ha letto?
  2. Le regole parlano di situazioni che accadono davvero, o solo di principi?
  3. Il canale di segnalazione è conosciuto e ha ricevuto segnalazioni?
  4. Le violazioni producono conseguenze coerenti, anche quando riguardano ruoli apicali?
  5. Il consiglio di amministrazione riceve almeno una volta all’anno un resoconto su segnalazioni, formazione e casi trattati?

Quando le risposte sono negative, di solito manca chi sostiene il testo: un responsabile, un canale che funziona, un resoconto periodico al vertice.

Domande frequenti

Cos’è il codice etico in un’azienda?

Il codice etico aziendale è il documento, approvato dal vertice, che fissa i principi e le regole di comportamento di chi lavora per l’azienda e indica come vengono fatte rispettare. Comprende i valori di riferimento, le norme per le situazioni più delicate, il canale di segnalazione e le conseguenze delle violazioni.

A cosa serve il codice etico aziendale?

Serve a rendere esplicite le regole, a guidare le decisioni nei casi dubbi, a documentare l’impegno dell’azienda nel prevenire comportamenti scorretti e a costruire fiducia con clienti, fornitori e candidati. Per il vertice è anche uno strumento per valutare la coerenza tra ciò che l’azienda dichiara e ciò che fa.

Quali sono i 5 valori chiave del codice etico?

Non esiste un elenco ufficiale di cinque valori: ogni azienda sceglie i propri. Quelli che ricorrono più spesso sono legalità, correttezza, trasparenza, riservatezza e rispetto della persona. Il valore del codice sta nelle regole concrete che accompagnano ciascun principio, non nel numero dei principi.

Che cos’è il codice etico 231?

È il codice etico che fa parte del modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001. Dichiara i principi dell’azienda e si collega al sistema disciplinare e ai controlli del modello. Il decreto non usa l’espressione “codice etico”: a inserirlo nel modello sono la prassi e le Linee guida di Confindustria.

Il codice etico aziendale è obbligatorio?

In via generale no. Diventa di fatto necessario per un modello 231 credibile e per descrivere il canale di segnalazione previsto dal D.Lgs. 24/2023, a cui sono tenute le imprese con almeno 50 lavoratori in media, quelle di alcuni settori e quelle che adottano un modello 231.

A chi si applica il codice etico?

A chi agisce in nome o per conto dell’azienda: organi sociali, dirigenti, dipendenti e collaboratori. Ai fornitori e ai consulenti si estende attraverso clausole contrattuali che richiamano il codice, accettate al momento dell’incarico o dell’acquisto.

Chi redige il codice etico aziendale?

Lo redige un gruppo di lavoro con competenze legali, di compliance, di gestione delle persone e di governo del brand, spesso coordinato da un consulente. L’approvazione spetta all’organo amministrativo, dopo una verifica legale su lavoro, 231 e privacy.

Che differenza c’è tra codice etico e codice di condotta?

Il codice etico dichiara i principi dell’azienda; il codice di condotta li traduce in comportamenti attesi in situazioni specifiche, come regali, trasferte o uso dei social. Nell’uso comune i termini si sovrappongono e in molte aziende un solo documento li comprende entrambi.

Che cos’è il comitato etico aziendale?

È un organo interno, di solito composto da poche persone con ruoli diversi, che interpreta il codice nei casi dubbi, raccoglie segnalazioni e propone aggiornamenti. Non coincide con l’Organismo di Vigilanza del modello 231, che ha il compito di vigilare sul funzionamento del modello.

Cosa succede se si viola il codice etico aziendale?

Per i lavoratori può scattare un provvedimento disciplinare, nel rispetto dell’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori e del contratto collettivo: contestazione scritta, possibilità di difesa e termini precisi. Per fornitori e consulenti le conseguenze sono quelle previste dalle clausole contrattuali, fino alla risoluzione del rapporto.

Quali novità riguardano il codice etico aziendale nel 2026?

Non c’è una scadenza di legge per l’aggiornamento del codice: va rivisto quando cambia il contesto. I temi che più spesso lo rendono datato sono il canale di segnalazione (D.Lgs. 24/2023), i nuovi reati presupposto della 231, l’uso dell’intelligenza artificiale e la gestione dei dati. Prima di modificarlo conviene verificare le norme vigenti con un legale.

Dove trovo un facsimile di codice etico aziendale, in PDF o Word?

La tabella con l’esempio di struttura in questa guida è un punto di partenza. Un fac simile scaricato dal web funziona solo se viene adattato all’attività, ai rischi e al contratto collettivo dell’azienda. Un testo copiato da un’altra impresa conserva i suoi riferimenti e non risponde ai casi reali di chi lo adotta.

Fonti e riferimenti
  1. Presidenza della Repubblica, Gazzetta Ufficiale, Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”
  2. Presidenza della Repubblica, Gazzetta Ufficiale, Decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 24, “Attuazione della direttiva (UE) 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano violazioni”
  3. ANAC, Whistleblowing
  4. Presidenza della Repubblica, Gazzetta Ufficiale, Legge 20 maggio 1970, n. 300, “Statuto dei lavoratori” (art. 7, sanzioni disciplinari)
  5. Confindustria, Linee guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 (Parte generale), giugno 2021
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