La guida completa per Agenzie e Brand su come attrarre talenti tramite i riconoscimenti, in questo nuovo numero della rubrica Gold Brief.
La maggior parte delle agenzie calcola il valore di un riconoscimento guardando ai clienti che può attrarre.
Solo poche invece calcolano il valore equivalente sul lato dei talenti.
Eppure il meccanismo che rende un premio efficace nel processo decisionale di un cliente, come abbiamo anticipato anche nell’articolo sul perché i premi contano, funziona anche per un professionista che vuole costruirsi una carriera.
Nonostante l’effetto sul recruiting sia più immediato, tra i marketing awards e i digital awards che un’agenzia presidia questo è un punto spesso sottovalutato. E così, in questo articolo della rubrica Gold Brief analizzeremo il meccanismo attraverso il quale i premi attraggono talenti, la sua portata economica e come integrarlo in una strategia di award consapevole.
Gold Brief è la categoria del blog di Bliss dedicata a chi vuole capire come funziona davvero il riconoscimento nel marketing. In questa rubrica troverai le guide operative ai premi internazionali che contano (creatività, strategia, performance, design, SEO, innovazione e molto altro) con tutto quello che serve per partecipare. Perché il brief perfetto non si scrive in un giorno: semmai, si costruisce ogni giorno.
Come un Talento Legge un Premio
Un professionista che valuta un’offerta di lavoro affronta lo stesso problema di un cliente che valuta un’agenzia: l’asimmetria informativa.
Neanche lui infatti può verificare in anticipo la qualità reale del lavoro che produrrà, la cultura interna o il livello dei colleghi. Deve fidarsi di segnali esterni.
I premi sono uno dei segnali più potenti che un candidato possa leggere prima di un colloquio.
Un’agenzia che compare regolarmente negli archivi di Cannes Lions, di Ad Age o anche nei premi italiani come gli ADCI Awards comunica, senza bisogno di dichiararlo, che al suo interno si produce lavoro che i pari considerano eccellente. Per un creativo, uno strategist o un media planner che valuta dove investire la propria carriera, questo segnale pesa quanto o più della retribuzione offerta.
Euristica dell’autorità, effetto alone, familiarità accumulata nel tempo. Un candidato che ha visto il nome di un’agenzia negli archivi dei festival più rilevanti del settore vive una predisposizione favorevole ancor prima del primo contatto. Il colloquio non potrà far altro, a quel punto, che confermare o smentire l’aspettativa.
Il Costo del Recruiting Senza Riconoscimenti
Il costo di selezione e onboarding di un professionista senior nel marketing si colloca, secondo le stime di settore, tra i 15.000 e i 40.000 euro, considerando tempo interno, eventuali cacciatori di teste e periodo di ramp-up prima della piena produttività.
Un’agenzia senza presenza riconoscibile nei premi di settore deve costruire l’intera attrattività del proprio profilo attraverso il colloquio, la retribuzione e la descrizione del ruolo. Questo non è impossibile, ma è strutturalmente più costoso e più lento di un processo in cui il candidato arriva già predisposto favorevolmente. Le agenzie che presidiano i premi internazionali con metodo ricevono candidature spontanee di qualità superiore, riducendo il ricorso a canali di selezione più costosi.
Questo ritorno è uno dei sei descritti nell’articolo su come calcolare il ROI di una strategia di award, e tra i sei è quello con l’orizzonte di misurazione più semplice: basta confrontare il numero e la qualità delle candidature spontanee nei periodi di maggiore visibilità nei premi con quelli nei periodi di minore attività.
Quali Premi Pesano di Più sul Recruiting
Non tutti i riconoscimenti hanno lo stesso peso nella decisione di un talento. Il peso dipende dal tipo di professionista che si vuole attrarre.
Per profili creativi, i premi con il maggiore peso sono quelli centrati sulla qualità creativa: i Design Lions e i Creativity Strategy Lions di Cannes, il D&AD, e nel mercato italiano gli ADCI Awards. Un copywriter o un art director valuta un’agenzia anche, e a volte soprattutto, in base alla qualità creativa riconosciuta dai pari.
Per profili strategici e di account, i premi con il maggiore peso sono quelli centrati sull’efficacia, come gli AME Awards o gli Effie. Un professionista che si identifica come stratega valuta un’agenzia in base alla sua capacità di produrre risultati di business, non solo lavoro esteticamente apprezzato.
Per profili digital e performance, contano i riconoscimenti specifici come gli European Search Awards o i premi nelle categorie Best Use of AI. Un professionista SEO o un performance marketer cerca segnali di eccellenza tecnica nel proprio territorio specifico, non un generico prestigio creativo.
Come Comunicare i Riconoscimenti per il Recruiting
Un premio vinto produce valore di employer branding solo se viene comunicato verso il pubblico giusto, con il canale giusto.
La comunicazione orientata al cliente, tipicamente attraverso comunicati stampa, case study sul sito e contenuti LinkedIn dal profilo aziendale, raggiunge prevalentemente un pubblico commerciale. La comunicazione orientata al recruiting richiede un canale diverso: i profili personali dei membri del team che hanno lavorato al progetto premiato, le pagine carriere dell’agenzia, contenuti che raccontano il dietro le quinte del lavoro vincitore piuttosto che il risultato finale.
Un premio pubblicità vinto e mai comunicato al team produce un ritorno dimezzato.
Le agenzie che ottengono il massimo valore di employer branding dai propri riconoscimenti coinvolgono attivamente il team nella comunicazione della vittoria. Un post personale di un creativo che racconta il proprio ruolo in un progetto premiato a Cannes Lions raggiunge una rete di altri creativi con un’efficacia che il comunicato istituzionale dell’agenzia non replica.
Il Talento si Attrae
Le agenzie che faticano a trovare professionisti di livello spesso non hanno un problema di processo di selezione ma di visibilità preventiva.
Un’agenzia che presidia con metodo i premi di settore, sia internazionali che italiani, costruisce nel tempo un profilo che lavora anche quando non sta attivamente cercando candidati. Il talento la conosce, la valuta positivamente e, quando arriva il momento giusto nella propria carriera, la considera tra le opzioni prima ancora che una posizione venga pubblicata.
Questo non sostituisce un processo di recruiting strutturato, è chiaro, ma lo rende più efficiente, più rapido e meno costoso.
È un ritorno che pochissime agenzie misurano e che vale quanto, e in alcuni casi più, del ritorno commerciale diretto di una strategia di award.
Nuove Connessioni (FAQ)
Come si misura l’impatto di un premio sul recruiting?
Il metodo più semplice è confrontare il numero e la qualità delle candidature spontanee nei tre mesi successivi a una vittoria o shortlist significativa con la media dei tre mesi precedenti. Un incremento delle candidature spontanee, in particolare da profili senior che non sarebbero stati raggiunti da un annuncio standard, è il segnale più diretto. Va anche monitorato se i candidati citano il premio come motivo dell’interesse durante il colloquio.
I premi italiani hanno valore per il recruiting quanto quelli internazionali?
Per il recruiting nel mercato italiano, spesso sì, e in certi casi i premi nazionali pesano di più. Un professionista che valuta un’opportunità in Italia conosce meglio gli ADCI Awards o gli UNA Awards di quanto conosca i criteri specifici dei Cannes Lions. La familiarità con la fonte del riconoscimento è parte del meccanismo: un premio che il candidato riconosce e valuta come autorevole produce un effetto più immediato di uno prestigioso ma distante dal proprio contesto professionale.
Conviene coinvolgere il team nella comunicazione di un premio vinto?
Sì, ed è una delle leve più sottoutilizzate nella comunicazione dei riconoscimenti. Un post personale di chi ha lavorato al progetto premiato raggiunge una rete professionale che il comunicato istituzionale dell’agenzia non penetra con la stessa efficacia. Per massimizzare il valore di employer branding di un premio, la comunicazione del team dovrebbe essere incoraggiata e supportata con materiali pronti, non lasciata all’iniziativa spontanea dei singoli.