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Governance del Brand

Il governo più longevo: come la stabilità cambia la percezione del rischio

Il governo Meloni sta per diventare il più longevo della storia repubblicana. Il record apre una domanda che riguarda anche board e imprese: quanto valore produce la continuità quando bisogna decidere sul lungo periodo?

La durata media di un governo italiano è di poco più di un anno.
Dal 1946 a oggi si sono succeduti infatti 68 esecutivi. Molti dei quali durati appena pochi mesi.

Eppure, domani accadrà qualcosa di incredibile per la storia della Repubblica: il governo Meloni supererà i 1.412 giorni del Berlusconi II e diventerà il governo più longevo della storia del nostro Paese. Il sorpasso è previsto per il 4 settembre 2026.

Qualunque sia il giudizio sulla Meloni e su questo governo, i numeri contano e questo record stimola una riflessione interessante che riguarda non solo i paesi ma tutti i sistemi decisionali: la stabilità, da sola, produce valore?

Perché la continuità ha un effetto sugli investitori, le imprese e le istituzioni: almeno nel modo in cui leggono il rischio.
E nel bene e nel male, questo esecutivo lo ha mostrato.

Capiamo insieme cosa la recente stabilità politica dell’Italia ha portato, e cosa può insegnare a tutti i board.

Governo Meloni · 1.413 giorni il 4 settembre 2026 Altri governi della Repubblica
Durata dei governi della Repubblica italiana, in giorni Il governo Meloni è primo con 1.413 giorni al 4 settembre 2026, davanti a Berlusconi II con 1.412 e Berlusconi IV con 1.287. Seguono Craxi I, Renzi, Prodi I e tutti gli altri in ordine decrescente fino a circa 360 giorni. 0 500 1.000 1.500 Meloni: 1.413 giorni Meloni Berlusconi II: 1.412 giorni Berlusconi II Berlusconi IV: 1.287 giorni Berlusconi IV Craxi I: 1.058 giorni Craxi I Renzi: 1.024 giorni Renzi Prodi I: 876 giorni Prodi I Moro III: 832 giorni Moro III De Gasperi VII: 709 giorni De Gasperi VII Segni I: 675 giorni Segni I Prodi II: 618 giorni Prodi II Andreotti VI: 615 giorni Andreotti VI De Gasperi V: 601 giorni De Gasperi V Fanfani III: 558 giorni Fanfani III Moro II: 547 giorni Moro II De Gasperi VI: 540 giorni De Gasperi VI Andreotti III: 538 giorni Andreotti III Colombo: 529 giorni Colombo Draghi: 518 giorni Draghi Conte II: 511 giorni Conte II Scelba: 496 giorni Scelba Gentiloni: 469 giorni Gentiloni Fanfani IV: 448 giorni Fanfani IV Conte I: 445 giorni Conte I D’Alema I: 421 giorni D’Alema I Moro IV: 397 giorni Moro IV Spadolini I: 386 giorni Spadolini I De Mita: 384 giorni De Mita Monti: 382 giorni Monti Amato II: 381 giorni Amato II Zoli: 380 giorni Zoli Andreotti VII: 376 giorni Andreotti VII Berlusconi III: 365 giorni Berlusconi III Segni II: 363 giorni Segni II

Durata in giorni dall’insediamento.

Stabilità e risultati: cosa dicono i dati

Il sentimento politico è una cosa, ma i dati poi sono altri. E questi dati ci dicono che negli stessi anni in cui la continuità politica italiana è aumentata, alcuni indicatori della percezione internazionale del Paese sono migliorati.
Per carità, le cause sono molte e includono conti pubblici, politica monetaria, scenario europeo, riforme, andamento dell’economia. All’interno di questo quadro, però, le agenzie di rating hanno richiamato esplicitamente anche la maggiore stabilità politica. Quindi, in parole povere: gli investitori internazionali hanno apprezzato la stabilità del Paese.

Nel novembre 2025 Moody’s ha portato il rating sovrano italiano da Baa3 a Baa2, il primo upgrade in 23 anni. Reuters ha collegato il miglioramento della percezione del Paese alla disciplina fiscale, alle riforme e (appunto) alla stabilità politica consolidata.

Anche Fitch aveva migliorato l’outlook dell’Italia, richiamando la performance fiscale, il rispetto del quadro europeo e la stabilità politica (Reuters).

Anche il mercato obbligazionario restituisce oggi un quadro molto diverso rispetto all’inizio della legislatura. Lo spread BTP-Bund, che nel 2022 viaggiava intorno ai 220 punti base, nell’agosto 2026 si è mosso intorno agli 80. ANSA registrava 80,1 punti il 26 agosto 2026. Un dato che sintetizza un cambiamento nella percezione del rischio in Italia.

Spread BTP-Bund a 10 anni, in punti base

Andamento dello spread BTP-Bund dal 2022 al 2026 Lo spread scende da 251 punti base di settembre 2022 a 59 punti di gennaio 2026, per poi risalire oltre 90 a marzo 2026 e assestarsi a 83 punti il 31 agosto 2026. 0 50 100 150 200 250 2023 2024 2025 2026 insediamento upgrade Moody’s sett 2022: 251 punti base 251 ott 2023: 200 punti base 200 mar 2024: 126 punti base 126 ott 2024: 117 punti base 117 giu 2025: 99 punti base 99 dic 2025: 69 punti base 69 gen 2026: 59 punti base 59 mar 2026: 92 punti base 92 31 ago 2026: 83 punti base 83

Valori puntuali rilevati alle date indicate, non medie mensili. Fonti: MEF, ANSA, Deutsche Bank, Il Sole 24 Ore, Borsa Italiana.

Cosa compra un investitore quando compra stabilità

Un investitore compra soprattutto l’orizzonte temporale. Se devo investire 500 milioni in uno stabilimento destinato a restare vent’anni, voglio poter stimare chi decide, quali regole guidano il sistema, quanto possono cambiare e quanto resterà riconoscibile il contesto nel quale il progetto dovrà arrivare a regime.

Nessun investitore chiede certezza. Basta la leggibilità.

Un sistema nel quale gli interlocutori cambiano molto rapidamente produce un costo d’incertezza. Quel costo entra nelle aspettative, nei rendimenti richiesti e nelle decisioni di allocazione del capitale.

Per questo, anche se per decenni l’Italia se l’è cavata pure in presenza di forte discontinuità politica, il parere degli investitori non era così ottimistico. Una svolta generazionale.

La stabilità non è solo un’arma politica

Lo stesso problema esiste dentro qualsiasi organizzazione. Un’azienda può avere un CEO eccellente, una strategia brillante e un brand forte. Se però ogni diciotto mesi cambiano CEO, CMO, posizionamento, agenzia e priorità, l’organizzazione paga comunque un costo. Il più delle volte invisibile.

Quel costo comprende tempo perso, strategie interrotte prima di produrre effetti, competenze disperse, fornitori da riallineare, mercato confuso e persone che iniziano a leggere ogni nuova direzione come provvisoria.

La continuità utile consiste nel mantenere riconoscibile la direzione, lasciando all’organizzazione la possibilità di correggere strumenti, persone e scelte tattiche.

Investitori finanziari, dipendenti, partner commerciali e clienti costruiscono aspettative quando sanno chi decide, secondo quali criteri e dentro quale orizzonte. Questa leggibilità è uno degli effetti più concreti della governance.
È lo stesso principio alla base dell’Executive Advisory: mantenere una direzione leggibile mentre le decisioni, gli investimenti e gli scenari continuano a cambiare.

Che si sia fan dell’operato meloniano o meno, è innegabile che l’Italia ci stia offrendo in questo momento un caso raro nella sua storia. Sapremo solo con il tempo quanto la continuità politica avrà inciso sulle performance del Paese. La domanda, però, è già utile per qualsiasi board.

Perché nella stabilità c’è sempre valore.
Se non altro, nell’immagine che restituisce all’esterno del proprio lavoro.

Domande frequenti

La stabilità politica rende davvero un Paese più attraente per gli investitori?

Può contribuire, soprattutto quando rende più prevedibili interlocutori, politiche e orizzonte decisionale. Gli investitori valutano però un insieme molto più ampio di fattori: conti pubblici, crescita, istituzioni, regolamentazione, produttività e capacità di rispettare gli impegni assunti. La stabilità politica riduce una componente dell’incertezza, ma acquista valore economico quando è accompagnata dalla qualità delle decisioni.

Troppa stabilità può diventare un problema per un’organizzazione?

Sì, quando continuità significa immobilismo. Un CEO o un management stabile possono accumulare conoscenza, rendere leggibile la direzione e permettere alle strategie di produrre effetti nel tempo. Se però la permanenza riduce il confronto, rallenta il ricambio delle idee o protegge decisioni che dovrebbero essere corrette, lo stesso vantaggio può trasformarsi in inerzia.

Cosa può imparare un board aziendale dalla stabilità di un governo?

Che la prevedibilità ha un valore proprio. Dipendenti, investitori, clienti e partner devono poter capire chi decide, secondo quali criteri e quale direzione resterà valida abbastanza a lungo da orientare le proprie scelte. Cambiare continuamente leadership, priorità, posizionamento o organizzazione aumenta invece il costo dell’incertezza. È uno dei principi su cui lavora Bliss nei percorsi di Brand Governance ed Executive Advisory: costruire sistemi in cui la direzione strategica sopravviva al continuo cambiamento delle persone e delle iniziative. La stabilità utile non consiste nel lasciare tutto invariato, ma nel rendere riconoscibile ciò che deve continuare mentre il resto evolve.

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Aggiornato il 3 Settembre 2026

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