Alcuni brand brillano come pietre preziose.
In loro nascondono una scintilla: una luce preziosa e rara, impossibile da costruire a tavolino, o simulare artificialmente.
Come i suoi gioielli, anche Risivi & Co era così.
Gioielleria artigianale di Roma con radici profonde nella scena urban italiana, questa realtà poteva contare su una reputazione costruita pezzo per pezzo attraverso collaborazioni con artisti veri e un prodotto forte.
Identità riconoscibile. Potenziale evidente.
Eppure nel 2022 il fatturato stagnava sui 145.000 euro. E stava anzi scendendo.
Il problema quindi non era il brand, ma un sistema incapace di governarlo.
Per mostrare il valore di Risivi serviva una visione capace di incastonarlo.
Come il valore si disperde quando manca direzione
Fin dalla sua nascita, Risivi & Co ha sempre avuto tutto quello che un brand potesse desiderare per esplodere nello scenario italiano.
Parliamo di una realtà autentica, fortemente riconoscibile a livello culturale; impeccabile, dal punto di vista della qualità di prodotto, e negli anni era riuscita a coltivare relazioni genuine con buona parte della scena musicale italiana.
Eppure, anche se presente, questo valore tendeva a disperdersi.
Con conseguenze sull’identità e i risultati imprenditoriali.
Comunicazione, prodotto e mercato semplicemente non parlavano la stessa lingua. E così, le attività del brand risultavano disperse. Anche se c’era grande visibilità, non sempre si trasformava in domanda.
Anche se presente nella cultura di massa, il posizionamento risultava indefinito nel mercato.
Non è una novità. Si tratta di una dinamica che si ripete spesso, nei brand con forte identità personale. Più il fondatore è centrale nell’immaginario di una realtà, più il sistema finisce per dipendere da lui. E quando questo succede, la scalabilità ne risente.
Scalare un brand urban senza perdere identità è una vera sfida di governance. La parte più complicata, forse, è costruire un sistema che amplifichi ciò che già esiste, senza però snaturarlo. Per Risivi & Co ci siamo occupati di questo: direzionare la voce del brand, dandole una finalmente struttura.
La governance come moltiplicatore
Bliss è entrata a settembre 2023 con un mandato chiaro: governance completa del brand per ventiquattro mesi. Una presenza continua, puntuale; presente quindi su ogni touchpoint fondamentale.
Il primo lavoro svolto è stato di posizionamento.
L’idea era quella di definire con precisione dove Risivi & Co si collocasse nel panorama della gioielleria, quale fosse il suo pubblico reale, quale linguaggio visivo e narrativo fosse più coerente con la sua identità.
Non c’era alcun bisogno di reinventare il brand. Quel che andava fatto era rendere leggibile a chiunque quanto già presente.
Da lì, ogni direttrice ha preso forma in modo naturale. I piani editoriali, la produzione fotografica e video, il sito e-commerce, le attivazioni con gli artisti, gli eventi, il lavoro SEO. Tutto guidato da una regia unica, e orientato verso la stessa direzione.
E così, i contenuti hanno iniziato a supportare le campagne paid; le collaborazioni con gli artisti hanno aiutato a rafforzare l’organico. Quando un brand scala in maniera coerente, ogni pezzo rafforza gli altri. Il posizionamento allora riduce il costo di acquisizione.
E il sistema si autoalimenta.
La scena come asset
Uno degli errori più comuni nella gestione dei brand urban è trattare la scena artistica come un’estetica da imitare.
Quando questo succede, si scade in linguaggi e riferimenti di costume. E il risultato è sempre lo stesso: forzatura.
Qualcosa che il pubblico percepisce sempre a pelle.
Risivi & Co aveva il vantaggio opposto. La scena era già il suo habitat naturale. Le varie collaborazioni con Guè Pequeno e gli altri artisti del panorama non erano endorsement comprati ma relazioni costruite nel tempo, e basate davvero sulla qualità del prodotto e sulla credibilità del brand.
Operare sulla credibilità culturale, allora, non era necessario. Quella era già lì.
Il lavoro di Bliss è stato, semmai, quello di strutturare ogni collaborazione in modo che producesse valore misurabile, con contenuti costruiti per durare e narrazioni che ampliassero l’impatto e la notorietà del brand nel momento giusto.
Oggi la collana Risivi per Tony Effe è iconica tanto quanto lui.
I diamanti che Marcell Jacobs portava al collo quando ha trionfato ai cento metri nelle Olimpiadi di Tokyo sono già storia.
E il crocefisso di diamanti, zaffiri, rubini e topazi di Sfera Ebbasta ha trasceso il mero valore estetico (ed economico), trasformandosi in un simbolo visivo.
Guidando ogni collaborazione grazie a una regia coerente, anche i momenti culturali sono mutati in asset per il brand.
Numeri che raccontano tutto
A settembre 2023, quando Bliss ha assunto la governance di Risivi & Co, il fatturato dell’anno precedente era di 145.000 euro. Un dato che raccontava un brand con potenziale, che non riusciva ancora a trasformare la visibilità in crescita strutturata.
Già nel 2024 però, dopo il primo anno di governance piena, il fatturato ha raggiunto i 556.000 euro, segnando +169,56% in dodici mesi.
Dato ufficiale, verificabile dai bilanci depositati alla Camera di Commercio di Roma.
La rappresentazione perfetta di cosa succede quando un sistema prende forma. Ma il dato più straordinario è forse immateriale, e incalcolabile, perché questi risultati non hanno richiesto uno stravolgimento dell’identità di Risivi & Co.
Semplicemente, ha reso più nitida la sua immagine. Più riconoscibile. Più scalabile.
Cosa rimane quando la governance funziona
+15.000 follower acquisiti sui canali gestiti.
Presidio SEO su keyword strategiche legate al mercato e alla scena di riferimento.
Vendite generate sia online che negli store fisici.
Incremento significativo delle richieste di gioielli custom.
Presenza editoriale su GQ, Vogue, Vanity Fair, La Repubblica.
E su tutto, una coerenza che non vacilla più.
Quando un brand parla la stessa lingua su ogni touchpoint, il valore non si disperde, ma anzi si canalizza.
Risivi & Co aveva il suo valore. Aveva la sua identità.
Mancava una direzione. Oggi quella direzione c’è. E il suo valore, finalmente, non si disperde più.