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I libri di luglio consigliati da Bliss: strategia, posizionamento e cultura

Calendario Blog Mario 2026: icona bianca con quadretti viola. Organizzazione eventi e promemoria.

Tabella dei Contenuti

Tre libri per tre modi diversi di leggere le organizzazioni. Uno sulla struttura della strategia. Uno sul posizionamento come scelta di campo. Uno sulla capacità di osservare prima di intervenire.

A luglio si rallenta.
O almeno, ci si prova.

Anche per questo, si tratta del mese perfetto per spegnere un po’ più spesso il computer, aprire un bel libro e porsi le domande giuste.
Quali? Noi di Bliss abbiamo scelto tre letture molto diverse tra loro, ma legate dalla stessa idea: per comprendere davvero qualcosa (un evento, una dinamica sociale, la vita stessa) non basta fermarsi a ciò che appare. Bisogna capire da dove nasce, quali forze la muovono e in quale direzione sta cambiando.

E così, per questo mese in vista delle vacanze estive abbiamo selezionato un libro sulla strategia, uno sul posizionamento e uno… sugli alberi. Perché, a volte, le lezioni più utili arrivano proprio dai luoghi in cui non penseremmo mai cercarle.

Strategia

Buona strategia cattiva strategia

Richard Rumelt · Apogeo, 2022

Il libro parte da una domanda a cui poche organizzazioni sanno rispondere: cosa distingue una vera strategia da una lista di buone intenzioni con un titolo sopra?

Rumelt chiama la seconda cattiva strategia e la descrive come (i) obiettivi ambiziosi senza una diagnosi, (ii) slogan motivazionali al posto delle decisioni, (iii) il budget annuale scambiato per una strategia. La cattiva strategia, scrive Rumelt, è quindi qualcosa di attivamente dannoso, perché occupa lo spazio in cui dovrebbe trovarsi la strategia reale.

La struttura che propone per la buona strategia è semplice in teoria e difficile in pratica. Prima viene la diagnosi: una lettura onesta della situazione, dei problemi reali e dei vantaggi effettivi. Poi la politica guida: la direzione scelta per affrontare il problema. Infine, le azioni coerenti: ciò che l’organizzazione decide di fare deve rispondere alla stessa logica, non procedere in parallelo su dieci fronti diversi.

Lo consigliamo perché: quando entriamo in un’organizzazione e chiediamo di vedere la strategia, spesso ci viene mostrato proprio ciò che Rumelt definirebbe cattiva strategia: obiettivi, previsioni e iniziative che non discendono da una vera diagnosi del brand.

Il libro costringe a distinguere le aspirazioni dalle decisioni e la direzione dall’elenco delle attività. Dopo averlo letto, le presentazioni strategiche non sembrano più le stesse. Nemmeno quelle che scriviamo noi.

Posizionamento

Strategia oceano blu

W. Chan Kim, Renée Mauborgne · BUR Rizzoli, 2023

La tesi centrale del libro è che la competizione sia spesso la risposta sbagliata alla domanda sbagliata.

Quando un’organizzazione costruisce la propria strategia cercando di battere i concorrenti sul loro stesso terreno, entra in quello che Kim e Mauborgne chiamano oceano rosso: un mercato delimitato e conteso, dove la crescita di uno avviene a spese di un altro. Il risultato prevedibile è la compressione dei margini, l’omologazione dell’offerta e una dipendenza crescente da variabili che l’organizzazione non controlla.

L’alternativa proposta dagli autori è la creazione di uno spazio di mercato non conteso: l’oceano blu.

Il caso più conosciuto è quello del Cirque du Soleil. L’azienda non ha cercato di vincere la concorrenza con i circhi tradizionali. Ha costruito una categoria differente, mescolando circo e teatro e rivolgendosi a un pubblico adulto disposto a pagare il prezzo di uno spettacolo teatrale.

Dalla sua prima pubblicazione nel 2005, il libro è diventato uno dei testi più influenti sulla strategia aziendale. È rimasto rilevante perché la domanda a cui risponde non invecchia, ma ha anzi ispirato anche noi con il framework proprietario che ci distingue.

Lo consigliamo perché: il posizionamento di un brand è prima di tutto una scelta di campo. Significa decidere quale spazio occupare, quale valore rendere riconoscibile e quali confronti rifiutare.

Scegliere con chi non competere è una decisione strategica tanto quanto scegliere con chi competere. Strategia oceano blu spiega perché questa scelta possa valere più di qualsiasi ottimizzazione operativa.

Cultura

Alberi

Aya Kōda · Mondadori, 2026

Arrivato per la prima volta in italiano nel 2026, Alberi è il libro che accompagna Hirayama, il protagonista di Perfect Days di Wim Wenders.

Pubblicata postuma in Giappone nel 1992, l’opera raccoglie i testi che Aya Kōda ha dedicato agli alberi più straordinari del suo Paese. Ciliegi, cedri, cachi, pini, aceri e cipressi sono vere e proprie presenze da osservare: ciascuna con una forma, una storia e un modo diverso di abitare il tempo. Incredibile è poi il capitolo introduttivo sugli abeti di Ezo, che riflette sulla vita e sulla morte, intrecciate nel bosco, sì, ma anche nelle nostre giornate tipo.

Kōda Senza cercare in essi un significato a priori, Kōda si avvicina agli alberi attraverso i particolari; lasciando che siano i dettagli a creare in lei un significato.

È vero, è un libro che a prima vista potrà sembrare distante dalla strategia e dal management. Lo è, in parte. È un libro infatti che appartiene ai boschi più che agli uffici. Eppure, in profondità, nell’approccio della sua autrice potrà essere trovato tutto ciò che serve per una trasformazione concreta: attenzione prima dell’intervento, pazienza prima del giudizio, capacità di distinguere un’evoluzione naturale dal sintomo di un problema.

Anche un’azienda è un sistema vivo. Che non può essere compreso solo tramite fotografie isolate. Come nella foresta per gli alberi, anche nel mercato tutto è interconnesso. E ciò che vediamo è SEMPRE il risultato di decisioni, relazioni e cambiamenti accumulati nel tempo.

Lo consigliamo perché: chi governa un brand è continuamente spinto a decidere, correggere e accelerare. Kōda ricorda che osservare è già una parte della decisione.

La Brand Governance comincia prima delle regole e dei framework. Comincia dalla capacità di riconoscere ciò che deve essere protetto, ciò che può evolvere e ciò che, quasi senza essere notato, è già cambiato.

È luglio, fa caldo, e non tutti i libri sulla governance contengono grafici, matrici e modelli decisionali. Alcuni parlano di cedri, pini e cortecce. Alberi si legge lentamente, come si osserva ciò che cresce: senza pretendere di capirlo tutto al primo sguardo.

Brand Advisory

Brand Positioning
Brand Architecture
Archetypal Models
Identity Systems
Audit
Consulting
Advisory
Growth
Applicazione della strategia nei mercati
Sistema di controllo del brand
Framework di attivazione globale
Validazione strategica delle iniziative

Corallo.Ai

Operations

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