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title: "Apple ai massimi in borsa: perché sale il titolo e cosa c’entra Ternus"
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published: "2026-10-15T10:00:00+02:00"
modified: "2026-10-15T12:18:42+02:00"
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description: "Azioni Apple ai massimi storici: conti, base installata e prodotti spiegano il rialzo. Cosa ha fatto davvero il nuovo CEO Ternus e cosa guardare ora."
section: "Economia e Finanza"
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# Apple ai massimi in borsa: perché sale il titolo e cosa c’entra Ternus

Il 13 ottobre 2026 il titolo Apple ha toccato in seduta 348,15 dollari, il nuovo massimo storico, per poi chiudere a 341,27 (Google Finance). Un ritracciamento del 2% dal picco, che però non cambia il quadro: da inizio anno il titolo guadagna il 25,9%, la capitalizzazione è di circa 4.980 miliardi di dollari e a 52 settimane il minimo è 243,42.

A questo punto, è naturale chiedersi cosa abbia spinto Apple fin qui, e quanto del merito spetta a John Ternus, che guida l’azienda dal 1° settembre. L’unica risposta che possiamo fornire è in due parti. I conti che sostengono il titolo sono quasi tutti quelli dell’era Cook. Il contributo di Ternus, per ora, è quello di aver gestito senza scosse il passaggio e di aver presentato la prima linea di prodotti sotto la sua guida.

Come mostra il nostro quadro sulle [operazioni finanziarie del 2026](https://blissagency.it/economia-e-finanza/operazioni-finanziarie-2026/), il capitale quest’anno si è concentrato in poche operazioni di grandi dimensioni. Ecco in che modo è successo anche al titolo Apple, e cosa si può imparare a riguardo.

## I numeri del titolo, in sintesi

Il titolo in sei indicatori

| Indicatore | Valore | Cosa dice |
| --- | --- | --- |
| Chiusura del 13 ottobre | 341,27 USD | Ritracciamento di circa il 2% dal massimo di seduta |
| Massimo di seduta e a 52 settimane | 348,15 USD | Nuovo massimo storico |
| Da inizio anno | +25,93% pari a +70,26 USD | Da circa 271 dollari a fine 2025 |
| Capitalizzazione | circa 4.980 miliardi USD | Appena sotto la soglia dei 5.000 miliardi |
| Rapporto prezzo utili | 39,1 | Valutazione alta |
| Rendimento da dividendo | 0,32% | Il titolo si compra per la crescita, non per la cedola |

Fonte: Google Finance, chiusura del 13 ottobre 2026.

Il rapporto prezzo/utili è il dato da tenere a mente. Un titolo che paga oltre 39 volte gli utili sconta molto: un risultato appena sotto le attese può bastare a produrre un calo, anche se l’azienda va bene.

## Perché Apple è ai massimi: tre ragioni

### 1. I conti: crescita a doppia cifra e utili sopra le attese

Nel terzo trimestre fiscale 2026, chiuso il 27 giugno, Apple ha registrato 109,4 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 16% su base annua, e un utile per azione diluito di 2,02 dollari, in aumento del 29% (Apple). Google Finance segnala utili per azione superiori alle attese del 6,7% e ricavi superiori dello 0,4%.

Dentro il dato c’è un dettaglio che però bisogna leggere con attenzione. Apple precisa che il margine lordo del 50,1% include circa due punti percentuali di rimborsi tariffari e che l’utile per azione include un beneficio di 0,11 dollari della stessa origine. Togliendo quella voce, l’utile per azione sarebbe circa 1,91 dollari, in crescita di circa il 22%: meno del 29% annunciato, ma comunque un risultato forte.

La crescita è larga: iPhone ha raggiunto 54,3 miliardi di ricavi (+22%), Mac 10,4 miliardi (+29%) e Servizi 30,7 miliardi (+12%), tutti con un record per il trimestre di giugno (Nasdaq, sintesi della call). L’unico segno meno è iPad, a 6,2 miliardi (-6%).

### 2. La base installata e i Servizi

Il secondo motore è la base installata. Apple ha superato i 2,5 miliardi di dispositivi attivi già a gennaio 2026, e nel trimestre di giugno ha dichiarato un record di dispositivi attivi in tutte le principali categorie e aree geografiche (Apple).

Il mercato ama ricavi prevedibili. Ora che i Servizi pesano per il 28% e hanno un margine lordo del 75,6%, contro il 40,1% dei prodotti (MacStories), ogni dollaro in più di Servizi pesa molto di più sugli utili di un dollaro in più di iPhone.

Apple restituisce inoltre molta cassa agli azionisti: nel trimestre ha riacquistato azioni per 25,8 miliardi di dollari (Nasdaq), un sostegno diretto all’utile per azione. È la parte più visibile di quella che la nostra analisi sulla [politica del capitale](https://blissagency.it/economia-e-finanza/allocazione-capitale-dividendi-debito-acquisizioni/) chiama *la scelta di dove destinare la cassa*: reinvestire, acquisire, restituire.

### 3. Il ciclo prodotto e un bilancio che il mercato oggi preferisce

Il terzo fattore è l’autunno. Il 9 settembre Apple ha presentato iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e il suo primo smartphone pieghevole, l’iPhone Duo (Qz). Secondo le cronache di mercato, i prezzi del Duo partono da 1.999 dollari e i preordini sono aperti a metà ottobre (TheStreet). Un nuovo prodotto in una categoria dove Apple non era presente è una delle poche cose che possono cambiare le attese di crescita.

C’è poi un contesto di mercato. Il 1° settembre, mentre il Nasdaq scendeva per l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, Apple saliva di circa il 3%: i titoli più esposti agli investimenti infrastrutturali sull’AI, finanziati anche con debito, soffrivano di più, e Apple, con forti flussi di cassa e una spesa più contenuta, era vista come un porto più sicuro (24/7 Wall St.).
Certo, si tratta di una lettura di commentatori, non un dato. Eppure spiega perché la prudenza sull’AI che per mesi è stata criticata sia diventata, in quella giornata, un vantaggio.

[Immagine: grafico sul titolo apple]

## Il titolo non sale in linea retta

Il rialzo ha avuto passaggi difficili. Dopo la trimestrale del 30 luglio il titolo ha aperto in calo dell’8,6%, il peggior avvio dall’agosto 2024, bruciando circa 430 miliardi di capitalizzazione, dopo aver sfiorato per breve tempo i 5.000 miliardi (9to5Mac). I motivi: l’avvertimento di vincoli di fornitura in forte aumento su iPhone, iPad e Mac e la crescita più lenta dei Servizi.

Dalla stessa call arrivano i nodi che il mercato guarda ancora:

- **Crescita in rallentamento.** Per il trimestre di settembre Apple ha indicato ricavi in crescita del 9-11%, contro il 16% appena riportato (Nasdaq, sintesi della call).

- **Margini.** Il margine lordo previsto è del 47-48%, con circa un punto dai rimborsi tariffari: depurato, siamo attorno al 46-47%, sotto il 48% implicito del trimestre di giugno senza rimborsi.

- **Costi della memoria.** Tim Cook ha descritto un aumento eccezionale dei costi dei chip di memoria e ha parlato di rincari dei prodotti decisi con riluttanza (Nasdaq, sintesi della call).

- **Domanda dell’iPhone 18 Pro.** Un report di Nikkei Asia, ripreso da Rolling Out, parla di domanda non forte fin dall’inizio per i Pro e di richieste ai fornitori di ridurre alcune produzioni. Altre fonti indicano invece una domanda che regge nella prima settimana (TheStreet). Il quadro è misto.

- **Servizi.** UBS, con giudizio neutrale e target di 296 dollari, cita una crescita dei ricavi dell’App Store rallentata al 5% annuo a settembre (Investing.com). Altri analisti citati hanno target tra 370 e 380 dollari: la forbice mostra quanto sia diviso il mercato.

## Cosa ha fatto Ternus, finora (e cosa no)

John Ternus è CEO dal 1° settembre 2026. Tim Cook è passato al ruolo di Executive Chairman (SEC, modulo 8-K). Se si separa ciò che è già nei conti da ciò che dipende da lui, il quadro è abbastanza chiaro.

Che cosa è già nei conti e che cosa dipende dal nuovo amministratore

| | Già nei risultati | Dipende da Ternus |
| --- | --- | --- |
| Ricavi, utili, margini | Trimestre di giugno e precedenti: era Cook | Dal trimestre di dicembre in poi |
| Base installata e servizi | Costruiti in anni | Capacità di monetizzarli con l’AI |
| Riacquisti e dividendi | Decisi dal consiglio e dalla gestione precedente | Allocazione futura del capitale |
| Prodotti autunnali | Sviluppati in anni da un team che Ternus guidava come responsabile dell’hardware | Scelte di lancio, prezzi, produzione |
| Reazione del mercato | Titolo in rialzo il primo giorno | Fiducia da confermare con i numeri |

La colonna di sinistra è un’eredità e si legge già nei conti. La colonna di destra è la parte ancora da dimostrare, e il primo appuntamento in cui diventerà misurabile è il trimestre di dicembre.

Il contributo generato da Ternus ad oggi è dunque di tre tipi.

**La continuità.** Il passaggio è stato preparato e annunciato con mesi di anticipo, con Cook nel consiglio e Ternus a guidare la parte operativa (Apple). Il mercato ha risposto senza scosse: il 1° settembre il titolo è salito.

**La prima prova di prodotto.** L’evento del 9 settembre è stato il primo sotto la sua guida. Dalla vigilia a quel giorno il titolo è passato da circa 316 a oltre 330 dollari (The Eastern Herald): un rialzo che il mercato ha legato ai prezzi dell’iPhone 18 più che alla sua persona, ma che cade nella sua prima settimana. Ternus viene dall’hardware engineering: i prodotti presentati sono il tipo di scommessa per cui è stato scelto (Apple).

**Gli obiettivi.** Il consiglio gli ha fissato uno stipendio di 3 milioni di dollari e un premio azionario target di 55 milioni per l’anno fiscale 2027. Il 75% del premio è legato al rendimento totale del titolo rispetto alle società dell’S&P 500 (SEC). Il messaggio è chiaro: la sua gestione sarà giudicata sulla capacità di creare valore per gli azionisti nel tempo, non sulla quantità di annunci.

[Immagine: Ternus e Cook camminano]

Ternus e Cook, alla vigilia del cambio della guardia.

## L’opzionalità di Cook e la scelta di Ternus

Cook ha evitato di impegnare Apple nella stessa corsa infrastrutturale dei concorrenti sull’intelligenza artificiale (Reuters). Quella prudenza ha lasciato ad Apple capitale, margini e libertà di scelta, e per ora il mercato la premia. Ha però una scadenza: a 39 volte gli utili, il titolo non sconta più la prudenza, ma il fatto che arrivi un prodotto AI convincente.

Per chi guida un’azienda è la parte più istruttiva della [**successione del CEO**](https://blissagency.it/brand-governance/continuita-generazionale/). Il predecessore può lasciare conti e libertà di manovra; la scelta di come usarli passa al successore, e solo quella permette di giudicarlo. Un tema di [governance](https://blissagency.it/brand-governance/governance-cos-e-modelli-normativa-guida/): i meccanismi di incentivo del consiglio dicono molto di ciò che si aspetta dal nuovo CEO.

Cosa guardare nelle prossime settimane

Sei indicatori e la domanda a cui ciascuno risponde.

Margine lordo

Se resta nella forchetta indicata, dal 47 al 48%, o la rompe verso il basso per i costi della memoria.

Ricavi iPhone

Se la crescita di metà doppia cifra indicata viene confermata.

Servizi

Se la crescita del 12% regge oppure rallenta ancora.

Vincoli di fornitura

Quanto pesano sulle consegne.

Spesa e piano sull’AI

Il primo segnale dell’allocazione del capitale sotto Ternus.

Prezzi e prevendite dell’iPhone Duo

La prima misura della domanda per la nuova categoria.

I primi tre indicatori verificano l’eredità gestionale. Gli ultimi due sono i soli che raccontano già qualcosa della nuova guida.
